SOLIDARIETA' AL PREMIER
Di sicuro già da stasera un discreto numero di imbecilli esulteranno, e ne lasceranno traccia su Internet, per quanto è capitato al Presidente Berlusconi. Costoro dovrebbero guardarsi allo specchio e vergognarsi, profondamente. Anche farsi un po’ schifo. Non si può esultare davanti a fatti gravissimi come quello accaduto oggi. Chi lo fa ha evidentemente dei gravi problemi.
Bisogna, invece, essere solidali con il premier, ed avere un profondo e sincero dispiacere per quello che gli è capitato. In lui, siamo stati colpiti tutti. E’ una fortuna che il pazzo che ha tirato la statuina non abbia mirato bene, perché adesso staremmo a commentare la morte di un uomo.
Si dice che l’attentatore sia un tipo malato, in cura da dieci anni. Uno un po’ schizzato. Non sarebbe la prima volta nella storia che un pazzo uccide un personaggio importante. Sono in corso accertamenti e perquisizioni nella sua abitazione. Vedremo. Ma il gesto del pazzo, di quel pazzo, è in qualche modo connesso a quello che una manciata di altri pazzi, lucidi stavolta, avevano poco prima messo in atto in piazza del duomo.
Un amico, presente per motivi di lavoro alla manifestazione, mi ha detto che erano 25-30. Si sono messi tra la folla e hanno cominciato a sbraitare contro Berlusconi. L’abbiamo sentito al tiggì, lo sentiamo spesso, ma non riflettiamo abbastanza su queste provocazioni. Entrare in qualche decina in mezzo alla folla di un comizio e provocare quella folla è un gesto da folli, da veri folli. Si rischia grosso, ma si vuole rischiare grosso. Si va lì con la speranza di essere pestati, così da far passare dalla parte del torto della gente pacifica. E, ovviamente, avere il battage di tutto il circo televisivo.
Non è la prima volta che accade. Questi provocatori che s’insinuano nelle riunioni del partito del premier sono sempre e solo un gruppetto, ma si fanno sentire e cercano la mischia. Il mio amico mi raccontava del clima teso di questa sera, già prima che avvenisse il fattaccio. E bisogna riflettere bene su un altro punto: quella ventina di provocatori non sono stati minimamente toccati. E finora è accaduto sempre così. Nessuno alza le mani. E sì che c’erano dei duri leghisti lì in piazza! Niente. La folla incassa, non reagisce, non passa alle mani, anche se il desiderio di prendere a cazzotti questa gente sarà venuto a più d’uno dei migliaia che partecipavano alla manifestazione. Oggi, per l’ennesima volta, è andata ancora bene. Ma quanto potrà durare?
C’è stato il NO B Day, ma non è accaduto niente di simile. Nessuno si è permesso di andare a provocare, di cercare le botte. Anche su questo bisognerebbe riflettere a fondo. E, a proposito di quella manifestazione, c’è da dire che dalle parole oggi si è passati ai fatti. Una manifestazione si fa contro il governo, contro delle forze politiche, non contro un uomo! Ma è proprio contro un uomo che si è scesi in piazza; è contro un uomo che certa gente pontifica in televisione tutti i santi giorni; è contro un uomo che si prendono voti, anche in totale assenza di programmi politici. E oggi contro un uomo è stato tirato un oggetto contundente.
Chi semina odio poi si deve prendere la responsabilità di quello che capita. Fosse anche il gesto di un mitomane un po’ depresso. Fossero anche i siti internet che ignobilmente oggi si lanceranno in deliri di gioia.
La situazione si sta facendo viola. Non c’è da rallegrarsene: dopo il viola viene il nero, il buio totale.
Gianluca Zappa
categoria: politica, attualitĂ , berlusconi, povera patria
















