POVERO MARRAZZO!
Quel vecchio e saggio proverbio diceva che chi di spada ferisce di spada perisce. Se al posto della spada mettete la parola moralismo, avete quello che è sotto gli occhi di tutti con il caso Marrazzo.
Devo dire che fanno un po’ tenerezza questi poveracci del PD, che mentre celebravano in pompa magna le loro primarie, si sono ritrovati tra le mani la patata bollente. Marrazzo, suo malgrado, ha rotto a Bersani, Franceschini e Marino le uova nel paniere, li ha messi... a nudo, e mi si passi la battutaccia. Ma guarda un po’ se dopo un’intera estate passata a moralizzare su Berlusconi e le sue improbabili escort, ora dovevano proprio fare i conti con Marrazzo e il suo trans! Sesso e politica anche nel tempio della moralità italiana! Probabilmente della cosa gode solo Di Pietro.
Quello che è triste, veramente triste, è che Marrazzo abbia dovuto sospendersi per una cosa del genere. E’ la vendetta della storia, è il maledetto tunnel creato dal moralismo di sinistra e cattocomunista, che non ammette debolezze nell’uomo, che utopisticamente prevede l’esistenza di un essere incorruttibile e disumano. Uno sbaglio personale, una debolezza della carne, vissuta nel privato, diventa occasione per distruggere la carriera politica di un uomo. Lasciatemi dire chiaro e tondo che assurdo non è lo sbaglio di Marrazzo: assurdi sono i tre concorrenti per la poltrona di segretario del PD che ne hanno chiesto le dimissioni. E tra i tre il più assurdo è Franceschini.
Dal mondo politico sono arrivato commenti di grande saggezza ed equilibrio. Signorile, come sempre, il Ministro Gelmini. Concreto, come sempre, l’on. Lupi, che ha sottolineato come il politico va giudicato non per le sue “cadute” nel privato, ma per quello che fa, per quello che concretamente realizza.
Ma sono arrivati anche giudici trancianti, come quello di Pierferdi Casini, secondo il quale un politico che cede ad un ricatto non può più fare il politico. Il che, in linea di massima, non fa una piega. Ma il fatto è che non è questo il problema. Il problema vero è che si possa mettere sotto ricatto un uomo per una scappatella con un trans. Il problema è il giornalismo gogna, il giornalismo spettacolo, il dibattito politico ridotto a gossip. Il problema è tutto quello che abbiamo sentito e letto su Repubblica, contro Berlusconi. E’ quella campagna di stampa che ha fatto del moralismo il proprio cavallo di battaglia e che ha inaugurato un clima tale per cui un uomo politico diventa ricattabile anche, me lo si lasci dire, per una cretinata di questo genere.
Una cretinata, quella di Marrazzo, e forse neanche. Comunque una sua personale e privatissima questione, della quale a nessuno dovrebbe interessare alcunché. Invece quest’uomo ha capito che da questa scivolata poteva dipendere tutto il suo futuro, ed ha avuto paura, una paura tremenda. Non stiamo parlando di mazzette, di appalti truccati. Il trucco, in questo caso, è di un altro tipo.
Ecco quello che succede, quando si fa una crociata moralista, bieca e squallida. Poveraccio Marrazzo, perché la sua carriera è finita. La parola fine gliel’hanno appioppata i suoi compagni di partito. Vittime del loro stesso gioco, del loro preteso perfettismo, del loro essere dei sepolcri imbiancati. In fin dei conti, poveracci anche loro.
Gianluca Zappa
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