UN’ALTRA OCCASIONE DI RISPARMIO: ABOLIAMO IL MINISTERO DELL’AMBIENTE
La tragedia campana è come tutti sappiamo materia complessa e si è andata aggravando in un arco di tempo di ormai quasi due lustri. Ovvio che le responsabilità siano numerose e che il tutto non si possa ricondurre alla responsabilità di una singola persona...
C’è però un partito politico, quello dei Verdi, che partecipa al governo del paese ed esprime non solo l’attuale Ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraio Scanio, ma pure numerosi assessori ai problemi dell’ambiente a Napoli, in Regione e nei comuni minori, amministrati da tempo immemore dal centrosinistra.
Si tratta di quel partito che ci colpevolizza un giorno sì e l’altro pure (noi comuni cittadini) perché non abbiamo gettato la cartina di plastica delle caramelle nell’apposito contenitore, perché, andando in giro e respirando, consumiamo ossigeno, perchè facendo figli mettiamo a rischio i destini del pianeta sul quale invece loro, notte e giorno, vigilano come scrupolose sentinelle. Offrono tante e tali garanzie che, da qualche tempo a questa parte, un Ministro dell’Ambiente non può che essere l’espressione di questo movimento politico, meglio se si tratta dell’attuale segretario.
Giammai il difficile incarico ad un liberale o ad un tecnico titolato, ci vuole un Verde, uno che ama l’ambiente per definizione. Quale migliore garanzia si potrebbe pretendere?
Ebbene, il caso campano sembra mettere in discussione certe inossidabili certezze. Si ha addirittura la sensazione che se il Ministero per l’Ambiente non ci fosse mai stato alla Campania sarebbe andata molto meglio. E’ stato infatti il ministro Pecoraro Scanio a bloccare con i suoi “niet” i termovalorizzatori.
Ciò ha condannato all’inconcludenza la gestione dell’emergenza da parte del commissario Bertolaso, ma al tempo stesso ha fatto la fortuna delle città tedesche che i termovalorizzatori li hanno e che ora si arricchiscono non solo trasformando i rifiuti in energia, ma pure intascando i soldi del tartassato contribuente italiano, messi in generosa disposizione dalle autorità nazionali e campane.
Migliaia di treni ed autotreni pieni di rifiuti diretti al nord, che impatto avranno avuto sull’effetto serra o sul buco dell’ozono? Migliaia di rifiuti abbandonati ovunque, per più di 10 anni, che impatto avranno avuto sul global warming? Per non parlare dei roghi, delle concentrazioni di diossina e delle neoplasie neonatali.
Ma, guarda caso, di questa autentica Caporetto ambientale non si è parlato affatto alla conferenza-vetrina sul riscaldamento globale dello scorso anno, quando peraltro il Ministro dell’Ambiente andava a dar mostra della propria impreparazione divulgando cifre clamorosamente sbagliate sul riscaldamento della penisola e predicendo (novello profeta medievale) fini del mondo e sfracelli vari per il 2021. Per fortuna che questa volta le bacchettate le riceveva non dal solito reazionario ignorante, ma da un tecnico competente, il prof. Franco Prodi del CNR.
Solo pochi mesi fa invece l’Enel quantificava i costi di questo beato “non far nulla” nel settore energetico in 40 miliardi di euro! Destinati a diventare 200 miliardi nel 2020 qualora si continuasse con il medesimo andazzo: blocco delle centrali a carbone, dei rigassificatori, dei termovalorizzatori (appunto…), di nuove linee di trasporto dell’energia e di qualsiasi tentativo di partecipazione italiana allo sviluppo di un nucleare sicuro...
Perché noi l’energia la produciamo pedalando con le dinamo delle biciclette, non lo sapevate? Il paese non ha bisogno di alcun intervento in questo campo ed il caso della Campania ce lo mostra chiaramente. E non si stenda ora la cortina fumogena sulle responsabilità degli amministratori tirando fuori la camorra, che persino in questo modo la camorra tornerebbe utile a certi partiti. La colpa non è tutta della camorra come ci vorrebbero far credere lorsignori (Pecoraro in primis). La camorra occupa quel spazio che le autorità le hanno lasciato.
E comunque, con le entrate della regione ridotte del 25% per la perdita del turismo e la crisi dell’agricoltura, con le scuole chiuse per l’emergenza rifiuti, con il sistema sanitario sull’orlo del collasso, dove credete che si rivolgeranno tante poco oneste persone quando non sapranno più come tirare avanti? E chi li educa quei bambini che non vanno più a scuola?
Io non so se sia possibile quantificare in termini economici il disastro campano, ma di sicuro se aboliamo il Ministero dell’Ambiente (e mandiamo a riposare Pecoraio) qualche spicciolo in più lo risparmiamo e lo possiamo dare al povero De Gennaro che ora dovrà (dopo 10-14 anni) sbrogliare la matassa e fare il miracolo. Che S. Gennaro lo aiuti!
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