GIOVANI E SLOGAN
Perdonate, ma questo è uno sfogo conseguente alla discussione con alcuni studenti sulla situazione politica italiana. E’ uno sfogo doloroso, perché da queste discussioni esco sempre affranto e anche molto preoccupato, perché mi rendo conto di come questi giovani ragionino per slogan e mostrino una supponenza e un pregiudizio sconfinati. Ultimamente, poi, sono sostenuti in questo atteggiamento dai loro nuovi maestri, che si chiamano Travaglio, Di Pietro, Grillo. E hanno una risposta su tutto, su tutto sono capaci di aggrapparsi ad un particolare che riduce la realtà delle cose (molto complessa e mai tutta bianca e tutta nera) ad una demenziale semplicità.
Il succo della questione è semplice: tutti i politici sono corrotti (ovviamente il Demonio Berlusconi su tutti, ma , se vai a scavare, nessuno si salva, né a destra né a sinistra); gli unici che si salvano sono i tre di cui sopra, che hanno il vantaggio di non essere dei veri e propri politici (per Di Pietro si fa un’eccezione, ma si aggiunge subito che l’IDV non nasce come partito, ma come movimento e che se sta in Parlamento è solo per raggiungere il proprio scopo di moralizzazione della vita politica, una volta realizzata la quale potrà pure scomparire). Per giungere a questa conclusione si muovono continuamente tra giornali, libri, opinioni di chi passa la vita a scovare gli scheletri nell’armadio dei vari politici. Sono dei moralisti assoluti, nel senso che la morale (non tutta, si badi, perché, per esempio, sono magari a favore dell’aborto e dell’eutanasia), quella nei confronti dello Stato, esaurisce tutto l’universo della loro riflessione. Il resto non conta. Se uno, anche una sola volta, ha sbagliato qualcosa, deve togliersi di mezzo, perché non potrà mai fare niente di buono.
Ma faccio qualche esempio, per chiarire. Se tenti di scendere al loro livello, provi a citare l’opera del Ministro Brunetta: la sua riforma, appena approvata, ha proprio l’intento di portare moralità nella pubblica amministrazione, colpendo i fannulloni e premiando chi fa bene il proprio lavoro, con vantaggio per tutti, Stato e cittadini. E’ innegabile, è un fatto indiscutibile, che certi suoi interventi hanno compiuto il “miracolo” di guarire immediatamente molti dipendenti pubblici malati, che sono rientrati prontamente al lavoro. Che ti rispondono? A parte le facili battute sul personaggio (facili, ma stupide, perché non servono a niente), ti vanno a spulciare la vita di brunetta e ti dicono che anche lui è stato un assenteista sul lavoro. Come lo sanno? Glielo ha detto Travaglio. Punto, fine della discussione e della riflessione. La riforma di Brunetta non gli interessa.
Stessa cosa con la Gelmini. Ripetono il ritornello che la scuola è piena di precari, con conseguente pietà per tutta quei poveri insegnanti che restano senza lavoro, e non si degnano di riflettere che la mala pianta del precariato si può risolvere solo mettendo mano decisamente al sistema scuola per riformarlo, perché se tutto resta com’è il precariato sarà solo destinato a diventare eterno. Lo stesso dicasi per l’efficacia dei percorsi di studio, oggi dispersa nei rivoli di decine e decine di sperimentazioni. Lo stesso dicasi per i risultati globali, scarsissimi in Italia rispetto agli investimenti dello Stato. Cosa ti rispondono? Anche la Gelmini è stata assenteista. Glielo ha detto Travaglio. Fine del discorso, nel merito della riforma non si entra. Da una che è stata assenteista non può giungere niente di buono.
Il Ministro Maroni si affanna a sciorinare dati confortanti. La lotta alla mafia va avanti con risultati brillanti; non si ferma, anzi aumenta, la lotta all’evasione fiscale; l’ingresso di clandestini in Italia diminuisce. Niente, tutto questo non esiste. Alla guida del governo c’è un premier pidduista e mafioso, che lavora tutto il giorno solo per pararsi il di dietro. Lo dice Di Pietro e Travaglio. Quei fatti, quei dati non esistono. Caso mai esiste solo un fatto: lo scudo fiscale, che in Inghilterra e negli Stati Uniti si fa molto meglio e più moralmente che da noi. E poi Maroni è un leghista, uno di quelli che bruciano la bandiera dell’Italia e, per questo, è stato tolto anche il reato di vilipendio alla bandiera... Fine del discorso.
Si consegnano in tempo di record le case ai terremotati? Per forza: i soldi ce li ha messi il Trentino! In RAI quasi tutti i programmi di approfondimento politico sono in mano a uomini di sinistra, che poi passano inevitabilmente (Santoro compreso) a fare gli uomini politici? In Italia non c’è libertà di stampa, lo dice la classifica mondiale. Berlusconi s’impegna per ridare presto una casa ai messinesi? Lo fa solo per farsi bello e comunque quando promette qualcosa di buono bisogna sempre diffidare: sotto sotto ha qualche convenienza. Lo ripete sempre Di Pietro. Si fa il G8 in Abruzzo, portando il mondo a solidarizzare con l’Italia? Poveretti quelli della Maddalena, che gli hanno scippato il G8! In quell’occasione l’Italia e il suo premier fanno un’ottima figura a livello internazionale? Niente da fare: Berlusconi è sempre quello delle clamorose gaffe. Il Presidente della Bce Trichet dice che la ripresa economica è in corso e che la guideranno Italia e Francia e che l’Italia uscirà più forte di prima dalla crisi (avallando così quello che il premier ha sempre sostenuto)? Tutte boiate. Da noi è tutto nero, nel resto del mondo si vive felici.
Si potrebbe andare ancora avanti e avanti. Mi fermo qui. Volevo far capire cosa significa ragionare per slogan, ridurre la politica a tifoseria. Il livello generale è più o meno questo (con picchi più o meno alti di disinformazione). La realtà è complessa, difficile da capire, bisognosa di approfondimenti, di valutazioni attente e continue. Invece tutto è già capito e già deciso: abbiamo la peggiore classe politica della storia italiana. Non sanno quello che dicono. Ma sono pronti a sostenere con entusiasmo la dittatura di un nuovo grande utopista, un nuovo grande Robespierre.
Gianluca Zappa
categoria: politica, giovani, attualitĂ , berlusconi
















