GRANDI CAUSE PER CUI LOTTARE
Povero Berlusconi, lui dovrebbe lasciar perdere la battaglia contro i giudici ed occuparsi dei problemi veri della gente quando invece a Zapatero si concede di dedicare le migliori energie alla fondamentale causa dei “diritti umani” delle scimmie!
In Spagna le previsioni per il prossimo anno parlano del ritorno della disoccupazione a livelli superiori all’11% mentre la crescita dell’economia, dopo anni di impetuoso sviluppo, segna ormai il passo. Non ci si stupirà allora che la sinistra si mobiliti e decida di battersi per una nobile causa sociale, i sacrosanti diritti, da secoli e secoli conculcati, dei grandi primati: gli scimpanzé, i gorilla e gli orangutanghi.
Questa battaglia (anzi, questa “lotta”, come si sarebbe detto una volta), già parte qualificante della piattaforma politica di Izquierda Unida ed Esquerra republicana de Catalunva, è stata infine fatta propria anche dal grande Partito Socialista del premier Zapatero.
Evidentemente, la sinistra non sa più come distinguersi dalla destra, e purtroppo non trova più (neanche a pagarlo oro) alcun nuovo soggetto sociale da pompare e strumentalizzare a fini politici. Ed allora, esaurita la battaglia per i diritti dei Gay, ecco che devono aver pensato alle scimmie. Hanno con ciò raccolto il vessillo verde (color del veleno) inalberato dal grande profeta dell’uguaglianza tra i primati, Peter Singer, colui che ha detto:
“è tempo di estendere la comunità morale oltre gli esseri umani, fino a includere scimpanzé, gorilla e oranghi”.
E’ il medesimo Singer che vorrebbe escludere dalla suddetta comunità morale i bambini, ma questa è un'altra storia…
I parlamentari spagnoli hanno discusso per ben due anni sul suddetto tema, i giornalisti e le star dello spettacolo hanno fatto le loro dichiarazioni ed hanno preso posizione, la gente si è divisa e si è poi ricomposta… insomma un grande dibattito ha attraversato le strade di tutto il paese, dalle severe piazze di Madrid, alle spiagge piene di vita di Majorca e Barcellona, dagli assolati altipiani della Meseta, alle ventose pendici della Cordigliera Cantambrica. Un grande confronto che è il segno inequivocabile della raggiunta maturità democratica di quel popolo e più ancora della lungimirante visione dei suoi leaders.
Pensate che l’inizio di questo dibattito risale addirittura al lontano 1993! Altro che perder tempo sul trattato di Lisbona come si è fatto in Irlanda, gli Spagnoli hanno discusso per 15 anni dei diritti umani delle scimmie. E’ la democrazia ragazzi!
Pertanto la camera bassa, ha approvato il disegno dal titolo “Projeto Gran Simios” ed il Governo ha ora a disposizione quattro mesi per accogliere questa storica decisione del Parlamento.
Non conosco il Castigliano ed ho quindi qualche difficoltà a capire se questo titolo significhi esattamente “Progetto Grandi Scimmie” o non piuttosto “Progetto Grandi Scemi”, ma che importa… ai grandi primati saranno ora riconosciuti i diritti umani e noi dobbiamo festeggiare, e c'è già chi dice che si dovrebbero istituire delle comunità apposite per loro. E’ il progresso ragazzi!
Ha detto il deputato socialista Joan Herrera, uno degli ideatori della proposta: “dobbiamo dare alle scimmie alcuni diritti che sono tipici degli esseri umani”.
Pensate dunque agli scenari che si aprono: le scimmie pagheranno le tasse, andranno in guerra in Afghanistan, sorveglieranno le frontiere del paese per assalire a colpi di noci di cocco gli immigrati che arrivano a frotte dal Marocco. E poi, dietro l’angolo, già si scorge l’ora in cui questa comunità, senza discriminazione alcuna, potrà finalmente esprimere la guida futura della nazione. Pensate… la scimmia premier!
Vedremo quel giorno? E’ l’uguaglianza ragazzi!
Stefano
categoria: cultura, attualitĂ , zapatero, ideologia, darwinismo








Il prof. Francis Collins è uno dei maggiori scienziati viventi, reputato tale per le sue fondamentali scoperte in tema di relazione tra malattia e geni, scoperte che gli sono valse, alcuni anni fa, la guida del Progetto Genoma Umano e la direzione del National Humam Genome Reserarch Institute (NHGRI).
Joaquin Araujo, presidente spagnolo del Progetto internazionale Grande Scimmia, è promotore della proposta di legge che sarà discussa dal parlamento spagnolo il cui scopo è "includere gli antropoidi non umani in una comunità di eguali, concedendogli la protezione morale e legale di cui godono attualmente solo gli esseri umani". E obiettivo finale è quello di far approvare dall'Onu "una carta dei diritti fondamentali delle grandi scimmie". Insomma, siamo giunti all'epoca che Chesterton temeva, dove è necessario dare la vita per le cose ovvie, difendere con la spada le pietre della strada per il loro essere inevitabilmente sassose. L'eccesso di progressismo annebbia forse la vista agli uomini di governo spagnoli che non trovano nient'altro di interessante che distribuire diritti a destra e a manca come fossero caramelle. Se le grandi scimmie si vantano del loro 98% di geni simile al mio, credo di dover essere incommensurabilmente fiero di quel misero 2% che mi separa anni luce dal gorilla. Battersi per i diritti fondamentali delle scimmie e dimenticarsi quelli degli esseri umani appare come una mancanza inaccettabile e che trova l'unica motivazione nell'accecamento ideologico. Suppongo che le battaglie socialiste abbiano tradizioni diverse che non giustifichino la deriva zapaterista che sta avvenendo nello zoo spagnolo. Neanche tra gli animalisti c'è unanimità. Il professor Gary Francione, un'autorità mondiale sui diritti legali degli animali, ritiene che volerli concedere alle grandi scimmie perché "sono come noi" rischia di discriminare altri animali e creare nuove gerarchie invece di eliminarle del tutto. Insomma, c'è da fare un po' di chiarezza su che cosa volete fare, mentre in Cina le bambine non vengono fatte nascere; cattolici, buddisti lasciati marcire in campi di "rieducazione", nei Paesi islamici vengono calpestati i diritti delle donne e così di seguito. Se un governo vuole cambiare la realtà, vuole creare la realtà, plasmando diritti dall'argilla per poi soffiar loro sopra l'alito del proprio potere, travalicale sue funzioni. A colpi di maggioranza non si cambia la natura. Se passasse questa legge, un gorilla spagnolo avrebbe più diritti di un cattolico cinese. Una donna saudita guarderebbe con invidia lo scimpanzè castigliano per i suoi diritti civili e legali e un orangutan catalano potrebbe inorgoglirsi per la sua libertà, sbeffeggiando l'uomo appatenente alla più bassa casta induista. Il tempi del gorilla che chiede "Dino dammi un crodino" sono prossimi, e se Dino dovesse ridere di tale stravagante richiesta potrebbe beccarsi una bella denuncia.
Micromega, rivista di riferimento per gli intellettuali vicini alla sinistra e ai DS in particolare, pubblica l’ormai famigerato Protocollo di Groningen,
Ci risiamo. Riecco l'armata dei "preminobel" in difesa dell'umanità. Questa volta scendono in campo 38, e dico trentotto perché più sono e più c'hanno ragione, in difesa della teoria, e sottolineo teoria, di Darwin. Questa volta ce l'hanno con gli educatori del Kansas (USA), che hanno deciso di porre la teoria di Darwin in relativo, mettendola in discussione insieme alle altre teorie. Eppure i trentotto preminobel non ci stanno, il darwinismo non si tocca, è il "fondamento indispensabile" della biologia, ad esso tutto è sacrificabile, non solo la verità ma anche i cervelli. 
Per mia deformazione professionale, quando mi capita tra le mani un nuovo libro di storia per il biennio delle superiori, vado subito a leggere le pagine relative all'ominazione, che poi sono le prime. E' in queste pagine che viene inevitabilmente riproposta l'ipotesi evoluzionista, secondo la quale l'uomo attuale (homo sapiens-sapiens) deriva, per graduali cambiamenti durati milioni o miliardi di anni, da antichissimi esseri scimmieschi. E, inevitabilmente, l'apparato iconografico ci propina l'immaginetta con la scimmia un po' curva e pelosa che poi diventa uomo eretto.



