UNA POLITICA PER LE MADRI
Parto stavolta da un fatto positivo, un particolare che mi trovo a notare ora che mia moglie è in gravidanza e, col suo pancione, fatica non poco a fare quello che una donna in condizioni normali fa senza problemi.
Ho notato che in alcuni supermercati comincia ad esserci la corsia preferenziale che non è più solo riservata alle persone con handicap, ma anche alle donne incinte. E in certi parcheggi, accanto alle note strisce gialle, cominciano a fare la loro comparsa anche le strisce rosa, che segnalano i posti auto (vicini all’ingresso del supermercato o del centro commerciale) riservate alle mamme in attesa.
Questo, se permettete, è un gran bel segnale, che evidenzia una certa sana attenzione per la maternità, una valorizzazione della maternità. Grazie alla quale anche il nostro Paese si avvia a diventare civile. Certo, c’è ancora molto da fare affinché questa particolare attenzione si diffonda sempre di più, come è avvenuto a proposito dei portatori di handicap, per i quali ci sono molte più facilitazioni.
Recentemente nella mia città ci sono stati due eventi che hanno richiamato grande folla: la festa patronale e la visita di Benedetto XVI. In entrambi i casi si sono mobilitate decine di migliaia di persone. In entrambi i casi notavo che sono state predisposte apposite pedane o riservati posti speciali per i portatori di handicap, mentre nulla è stato fatto per le donne in avanzato stato di gravidanza, che hanno oggettivi problemi a muoversi e a sostenere la fatica di lunghe attese.
Dei posti riservati alle donne in attesa di un bimbo oltre ad avere un effettivo valore pratico, ne avrebbero anche un altro strettamente simbolico: significherebbero che il nostro popolo rispetta, onora, valorizza la maternità. Il fatto che invece ci sia da stupirsi quando questo avviene, dice molto di un Paese dove le politiche in favore della maternità e della famiglia in generale sono tragicamente inesistenti.
In Italia si spendono fondi pubblici nelle strutture sanitarie per le interruzioni di gravidanza, quindi per una pratica che è il rifiuto della maternità, mentre non ci sono soldi a disposizione per chi la vita la protegge e la genera. Veramente si spendono anche molti fondi pubblici per la tutela della vita animale, mentre chi tutela la vita umana è lasciato completamente solo.
Mi colpiva una notizia di cronaca dello scorso giugno, trattata con una certa ampiezza solo dal quotidiano Avvenire, relativa al CAV (Centro di aiuto alla vita) della città di Albenga. Questo Centro, animato da volontari, è stato fatto oggetto di un’aggressione di ignoti vandali, che hanno distrutto la “culla per la vita”, una delle ventiquattro attualmente presenti in Italia. Si tratta di strutture in cui le madri possono lasciare il figlio nel completo anonimato e in assoluta sicurezza per il piccolo. Una specie di riedizione moderna della ruota degli esposti. I vandali hanno completamente distrutto la struttura (costata 7.000 euro) e hanno imbrattato la sede del CAV.
Sembra che la motivazione dell’atto vandalico sia nel fatto che gli esponenti locali del Movimento della Vita abbiano criticato l’amministrazione comunale di Albenga, capace di riservare ai cani trenta metri di spiaggia e di stanziare oltre 55mila euro per il monitoraggio dei piccioni e per il canile municipale (!). Niente, neppure un euro, ovviamente, è stato mai dato al Centro di Aiuto alla Vita. Ecco un caso in cui le donne incinte sono considerate meno di cani e piccioni.
Inutile dire che ci attendiamo molto da questo Governo. Berlusconi in campagna elettorale ha fatto delle promesse precise in termini di aiuto alle famiglie, a cominciare dal quoziente familiare, che introdurrebbe un fisco più equo eliminando così un’altra grave ingiustizia (oggi non c’è un criterio diverso di tassazione tra un single e una famiglia con figli). L’attuale Governo avrebbe tutto da guadagnare nell’imboccare con decisione la strada di aiuto alle famiglie e di incentivazione della maternità e, tra l’altro, avrebbe il sicuro appoggio trasversale anche di molti parlamentari che attualmente si trovano all’opposizione.
Ecco un altro c concreto intervento grazie al quale Berlusconi potrebbe passare alla storia del nostro Paese. Perché qualcuno che frequenta i piani alti non gli ha ancora suggerito di darsi una mossa?
Gianluca Zappa
categoria: cultura, politica, famiglia, aborto, attualitĂ , berlusconi
















