Nel 2006 Prodi e i suoi gridarono "Abbiamo vinto!", fecero baldorie e feste di piazza: baci, abbracci, lacrime, tutto in diretta televisiva. Lo dicemmo subito che non era vero, e i fatti ci hanno dato ragione.
Ieri c'è stato davvero un vincitore, Berlusconi, ma niente baldorie, proclami boriosi, feste di piazza. Addirittura nemmeno la comparsa in televisione, solo una dichiarazione telefonica. E' una questione di consapevolezza: il vincitore, il forte, sa di esserlo, non ha bisogno di ripeterselo continuamente per autoconvincersi. E' anche una questione di stile e di bon ton: è bello che in qualche modo si sia messa la sordina alla vittoria schiacciante, e che Veltroni si sia congratulato con Berlusconi e che quest'ultimo abbia molto apprezzato la cosa.
Sono passati due anni e sembra passato un secolo.
Detto questo, elenco alcuni punti significativi dopo il responso delle urne:
1- la tanto vituperata legge elettorale ha funzionato e ci ha dato quello che non avevamo mai avuto: due grandi partiti (o coalizioni) in Parlamento. Fuori gruppuscoli e gruppetti. Per la prima volta c'è stato uno sbarramento significativo ed è stata proprio la legge elettorale, col suo meccanismo, ad avere innescato questo percorso virtuoso, che oggi ci fa più simili alle altre democrazie europee. La gente ha capito e in grande maggioranza è ricorsa al voto "utile";
2- ancora una volta, Berlusconi ha dimostrato di non dire cretinate quando parlava di dieci punti di distacco dal PD. In realtà erano nove, ma sono quisquilie rispetto alla gloriosa rimonta di cui parlava Veltroni. Ho sentito Fassino dichiarare con un certo entusiasmo (strano per uno come lui) che c'era un vento nuovo che stava soffiando in Italia. Non l'abbiamo percepito. Mentre si è sentito un uragano di tre milioni di voti che sono andati al PDL. Tutto come previsto. Veltroni è stato molto bravo in campagna elettorale ad occultare i suoi scheletri. Ma gli italiani hanno dimostrato di non essere fessi;
3- la vittoria è stata schiacciante, ma l'Italia ha vissuto l'appuntamento elettorale come se fosse probabile il testa a testa. Come mai? Diciamocelo: grazie alla stampa: Oggi in edicola mi è caduto lo sguardo sulla copertina dell'Espresso, con la faccia di Veltroni e il titolo "Il miracolo è possibile". Imbarazzante! Questo caso, e molti altri, dimostra che la stampa è stata utilizzata non per rappresentare il Paese, ma per indirizzarlo. Ma gli italiani non credono ai giornali;
4- Veltroni ha avuto anche il grande merito di aver cacciato la Sinistra radicale, e non solo, dal Parlamento. Che gioia vedere i vari Diliberto, Pecoraro Scanio, Boselli starsene al palo! Il popolo di sinistra ha messo da parte i sentimenti, e ha votato in modo "utile". E' stata privilegiata la voglia di governo, più che quella delle barricate. In questo, Veltroni è stato davvero un grande: ha scommesso sulla necessità di creare una sinistra più moderna e aperta, meno movimentista e barricadera. Più dialogante. Se son rose fioriranno, ma da oggi c'è la speranza di un'opposizione responsabile e costruttiva, come non c'è mai stata a sinistra;
5- E tuttavia è vero che una sinistra estrema diventata extraparlamentare è qualcosa che impensierisce. Bersani sottilizza, ma sbaglia. Il pericolo da domani non è la Lega, ma tutti i comunisti (i veri comunisti, quelli che si gloriano di esserlo) che avranno solo la piazza per farsi sentire. Questa è gente che la violenza ce l'ha nel DNA, altro che storie! Cossiga ha paura che torni il terrorismo. Troppo pessimista? Secondo me non c'è da stare tranquilli;
6- e poi avrei sinceramente preferito in Parlamento un drappello di comunisti a un drappello di radicali. Averci portato gli scherani di Pannella è invece una delle colpe di Veltroni;
7- la Lega, da una parte, e Di Pietro, dall'altra, hanno intercettato il voto di protesta, e anche questo è significativo. Erano due schieramenti che avevano fatto una precisa scelta di campo (e quindi consentivano il voto utile) pur mantenendo una propria identità. Più chiara quella della Lega, assolutamente meno chiara quella di Di Pietro;
8- l'UDC, partito dichiaratamente cattolico, ha avuto una notevole affermazione, visto com'è andata agli altri. Casini ha voluto tentare l'avventura: non sarà determinante, ma ci sarà. Per i cattolici è comunque una buona notizia. Ferrara (adesso possiamo dirlo) si è preso quello che ha meritato. Ha sbagliato completamente, forse inebriato dalla marea di e-mail che gli arrivavano in redazione. Ma il popolo delle e-mail conta per lo 0,2%. E' stato uno sbaglio incentrare una lista sulla lotta all'aborto. In ogni caso gli scarsi voti che ha preso non rappresentano né i cattolici né gli anti abortisti;
9- Storace e la Santanchè stanno al palo. Anche questo è un segno della maturità degli italiani;
10- Abbiamo oggi quello che desideravamo: un governo con una maggioranza parlamentare in grado di governare. Adesso il PDL dovrà dimostrare di spendere bene il credito di fiducia che gli italiani gli hanno aperto. Ci vuole un grosso in bocca al lupo, da parte di tutti, perché questo è l'ultimo treno buono per il nostro Paese.
Gianluca Zappa







