LA TURCO, LE BUFALE ED IL RICHIAMO DELLA FORESTA

Partito con un programma prolisso e velleitario, il governo dei “buoni” ha avuto difficoltà nel gestire persino la routine. Ieri sera, la maggior parte di noi (qualcuno con la mozzarella già nel piatto) apprendeva che le garanzie fornite dal governo italiano sul popolare alimento erano state rigettate come inattendibili o insufficienti dall’Unione Europea. Queste le parole della portavoce del Commissario della UE, Nina Papadoulaki:
“Abbiamo ricevuto le informazioni delle autorità italiane ieri sera ed erano incomplete, per questo il commissario ha chiesto di indagare meglio sul caso ed ha inviato una lettera al ministero della Salute chiedendo di agire in modo appropriato. In particolare, sono richieste informazioni complete sulla chiusura degli stabilimenti, sulla distribuzione dei prodotti contaminati che vengono dagli stabilimenti chiusi. Si richiede inoltre il richiamo immediato dal mercato di tutti i prodotti contaminati e il controllo di tutti gli stabilimenti che potrebbero essere contaminati per verificare se i prodotti sono in regola con le norme europee. Infine, sono state richieste garanzie affinché siano prese misure immediate per assicurare che tutta la mozzarella sul mercato rispetti i limiti per la quantità di diossina e Pcb”.
Ancora oggi (28/03/08), il governo giura che tutto è a posto e che non c’è alcun allarme diossina, ma la situazione è oggettivamente grave. Esportiamo alimenti contaminati?
Un’intervista del Messaggero al prof. Stefano Cinotti (ISS) conferma tutti i dubbi:
“finora sono state rilevate tracce di diossina in 2 campioni su 10, ma i laboratori – lamenta – sono pochi”.
Vale a dire: non solo la diossina ogni tanto c’è, ma neppure è possibile fidarsi dei pochi controlli effettuati… Non per nulla alcuni paesi europei hanno bloccato le importazioni. L’Italia insomma è sul banco degli imputati e la patata bollente è nelle mani del ministro della Salute Livia Turco. Una Livia Turco fino a ieri fittamente occupata in tutt’altre faccende:
la revisione dei regolamenti applicativi della L. 40 (il governo vorrebbe aprire alla soppressione degli embrioni malati o presunti tali…); le linee guida per l’applicazione della L. 194 (il governo sembra ricercare più la prevenzione della maternità che la prevenzione dell’aborto…). Insomma, la mente del ministro sembra attratta, non dalle tragedie nazionali, ma dalle “storiche battaglie” tanto care a certa sinistra radical-chic…
Ma se pure la questione delle mozzarelle appare una causa assai meno nobile per cui spendersi, è proprio questa la grana che ora riporta i nostri leaders a misurarsi con “l’arido vero” e che esige un doveroso supplemento di riflessione sulle conseguenze del disastro ambientale campano.
Allo stesso modo, ben altra attenzione si sarebbe dovuta prestare al tema della diffusione delle droghe e degli alcolici tra i giovanissimi. Anche questo è infatti una grave questione di salute pubblica.
Le strade si sono riempite in questi anni di apparecchi che calcolano la velocità delle auto in circolazione, ma si dice solo ora che la gran parte degli incidenti avviene perché il giovane che guida è imbottito di stupefacenti ed alcol...
Le contromisure sono parse risibili: bevete e fatevi pure le canne, ma (ecco il consiglio di nonna Livia…) viaggiate insieme, con almeno uno sobrio che vi riporti sani e salvi a casa! Le scelte operate e le dichiarazioni più volte rese dai ministri Turco e Ferrero hanno offerto in realtà segnali molto contraddittori ai giovani. Qualcuno ricorderà il raddoppio della “dose minima consentita” di marijuana…
Ricordo in proposito l’appropriato e caustico commento di Beatrice Lorenzin:
“dalla proposta dei ministri di depenalizzare il consumo e reintrodurre la distinzione tra droghe ‘pesanti’ e ‘leggere’ emerge chiaramente il messaggio: drogarsi fa male, ma non più di tanto”.
Temo poi che siamo l’unico paese d’Europa il cui governo prende ordini dai discotecari della riviera e dove un negoziante può vendere cassette intere di birra ad adolescenti che si attrezzano a passare la notte in una discoteca o in un rave-party.
Anche le tragedie di questi giorni (il ragazzo di Varese morto dopo 12 ore di agonia) hanno pertanto il sapore amaro di un duro richiamo alla realtà, tanto più che le notizie di cronaca trovano puntuali conferme nei dati statistici divulgati pochi giorni or sono dalla Direzione Centrale del Servizio Antidroga della Polizia di Stato (DCSA), che indicano ormai in quello italiano il secondo mercato dell’eroina del mondo ed uno tra i primi per la cocaina (http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=1.0.2005791418).
Sempre
Il problema, secondo me, di questo governo è stato soprattutto questo: il divorzio dalla realtà, la presenza nella maggioranza e nella compagine ministeriale di numerose personalità (Livia Turco ad esempio…) più o meno sensibili a richiami utopistici e tardo-ideologici, ricchi forse di fascino per chi proviene da certe esperienze, ma pericolosamente vuoti di contenuto rispetto alle esigenze reali del paese. Un vero e proprio “richiamo della foresta” cui sembra difficile sottrarsi anche nella stagione della fine delle ideologie.








Il racconto del percorso interiore che mi ha portato a scegliere la religione cattolica dopo una approfondita riflessione sull'islam