Credo seriamente che in Italia le sole persone a posto, coerenti e immacolate, siano gli apache dei centri sociali e i disobbedienti e i no-global violenti. Loro scagliano pietre, quindi sono senza peccato. Io che sono un peccatore, nella mia vita ho tirato solo una volta un sassolino. Non lo rifarò più: il sassolino rimbalzò più volte, sortunatamente passò attraverso le maglie di una ringhiera e colpì una grossa vetrina. Fece un buchino, ma la mia famiglia dovette ripagare la vetrina intera.
Robespierre era un giusto: incorruttibile, pulito, coerente, non vizioso. Hitler era un giusto, un rigoroso, tutto votato alla causa, nientre stravizi e dieta vegetariana. Che Guevara? Un bravo ragazzo…
Bisogna scagliare pietre per essere giusti, bisogna non avere pietà, bisogna affermare la giustizia, anche facendo ricorso alla lapidazione.
Bisogna essere un Di Pietro dalle mani pulite, che non parla d'altro (beninteso, quando riesce a parlare).
Voglio metterci anche Nanni Moretti nel gruppo dei puliti, perchè ultimamente ha scagliato dei bei massi, anche se nel suo film a scagliar sassi è il popolo bue, quello che l'intellettuale di sinistra guarda con disprezzo e con distacco colmo d'infinita commiserazione. Nella fiction, quei poveri deficienti (che evidentemente andrebbero rieducati) sono stati a tal punto raggirati dal Caimano-Satanasso-Berlusconi, che alla fine, quando i giudici lo incriminano, si rivoltano contro i giudici stessi e li lapidano.
Berlusconi è un ricco, e questo i farisei-moralisti non glielo perdonano. E' uno che si è fatto la sua fortuna come tutti quelli che nel mondo si arricchiscono: mescolando insieme coraggio, costanza, intraprendenza, creatività e, senza dubbio, intrallazzi. Per il moralista, costui è oggetto di disprezzo, è per definizione un paria, un indegno di stare nel consesso umano. Potrebbe anche portare acqua con le orecchie: non conta, non importa. E' ricco e disonesto.
Non lo sentite in giro questo clima farisaico da moralisti immacolati? Non vi pare che ci siano tra noi tanti, tantissimi, vogliosi di scagliare la prima pietra?
La parabola di Moretti (il quale, bisogna dire, ce l'ha l'aria del prete) è una parabola da farisei. Come lui, ci sono sacerdoti veri (oggi come ai tempi di Gesù Cristo), depositari della retta morale, secondo i quali l'albero non si riconosce dai frutti. E' una forma di predestinazione calvinista. Per cui un ricco come Berlusconi non potrà mai fare (anche se magari l'ha fatta, per esempio inventando un 5 per mille che sostiene il non-profit e il volontariato) una politica a favore dei poveri.
Mi piacerebbe sentire come questi signori preti presentano ai loro fedeli l'episodio di Zaccheo.
Commenta un amico, mons. Luigi Negri, vescovo di San Marino: " Se parlassero solo quelli che si credono coerenti, ci sarebbe un silenzio assordante, rotto soltanto dagli scribi, dai farisei e dagli imbecilli. Aveva ragione il grande Del Noce quando diceva di temere di più i cattocomunisti che gli stalinisti. Il calvinismo rende l'odio più odio e la violenza più violenza. Dal mondo scompare la carità, che, come insegna Benedetto XVI, è la natura stessa di Dio e la forza di Dio che agisce nel mondo".
Ai farisei non piacque un Gesù Cristo che, dicevano, era "un mangione e un beone, un amico di pubblicani e peccatori" (Mt 11, 18-19).
Avrebbero di sicuro preferito un Robespierre. O quelli che oggi scagliano pietre.
Gianluca Zappa
Micromega, rivista di riferimento per gli intellettuali vicini alla sinistra e ai DS in particolare, pubblica l’ormai famigerato Protocollo di Groningen, a firma del medico olandese Eduard Verhagen, già uscito un anno fa sulla rivista medica internazionale New England Journal of Medicine. La circostanza di questa pubblicazione contribuisce ad una maggiore chiarezza sui reali intenti di settori influenti della sinistra italiana a pochi giorni dal voto per il rinnovo del Parlamento. Il nichilismo che promuove l’eugenetica sembra ormai l’ultimo approdo degli orfani delle grandi promesse del socialismo. Anche in questo caso non mancano goffi tentativi di mistificazione. Sarà un caso, ma Micromega nasconde ai propri lettori il numero dei bambini “la cui morte è stata preceduta da decisioni di medici sull’interruzione della vita” come recita l’articolo. Notate intanto che astruso giro di parole per dire che i medici sopprimono i bambini affidati alle loro cure… E fate anche caso a quell’espressione: “interruzione della vita” che fa pensare ad una sorta di magico interruttore che se lo spingi ti toglie la vita, ma che se lo spingi di nuovo, oplà te la restituisce! E’ questo che diranno ai bambini? Ciò che Micromega nasconde lo si ricava dalla lettura dell’articolo originale di Verhagen sul New England Journal of Medicine: su 1000 bambini morti nel primo anno di vita ben 600 sono stati uccisi per decisione di un medico. Vale a dire che ben il 60% delle morti di neonati in Olanda ha una causa intenzionale! Come mai tutte queste patologie gravissime ed incurabili in un paese avanzato? Il paragone con l’eugenetica nazista è sembrato a qualcuno troppo forte, ma non è fuori luogo se si guarda alla sostanza delle cose. Non tutti sanno che il programma di eutanasia autorizzato da Adolf Hitler era inizialmente riservato ai soli tedeschi, solo più tardi sarebbero state incluse le diverse etnie in quanto ritenute “difettose” sotto il profilo razziale. Il programma nazista era finalizzato a bambini che fossero nati con malattie incurabili o con tare che, secondo il parere degli scienziati del tempo, ne minacciassero la felicità e l’integrità fisica. Pertanto, il primo caso di eutanasia, in Germania fu praticato proprio su un bambino affetto da labbro leporino. Ciò avvenne su richiesta dei genitori, i quali, suggestionati da una propaganda ammantata di scienza e temendo per una vita infelice del proprio figlio, si rivolsero ai medici che consigliarono l'eutanasia. Ora, se stiamo alla sostanza delle cose, qual è la differenza tra il programma tedesco e il protocollo olandese? Giovanardi non si inventa nulla e quel che ha detto turba la coscienza anche di molti cittadini e medici olandesi. Non è neppure un caso di quelli che non abbiano già sollevato proteste ed imbarazzi a livello internazionale se la commissione dell’ONU per i diritti umani, già nel 2001, denunciava il “caso olandese”. Chi parla di testamento biologico, accanimento terapeutico, autonomia del paziente e porta l’Olanda a modello, bara e mescola le carte. L’eutanasia all’olandese, che ogni anno si concretizza in una statistica crescente di bambini eliminati, è vera eugenetica perché discrimina (=seleziona) i bambini con anomalie cromosomiche (come la trisomia 13) e consiglia la morte per i disabili. I genitori olandesi, che ormai non hanno più alcuna esperienza di cosa sia un bambino disabile, si sentono soli e disarmati di fronte alle pressioni che subiscono da parte degli uomini di scienza. Anche i bambini Down sono una specie ormai rara e, come dice Bert Dorenbos, leader dell’associazione Cry-For-Life, in Olanda “una coppia con una figlia Down è guardata come se fosse stupida”. Secondo il suddetto protocollo non compete alla medicina solo di curare o tenere in vita un bambino, ma anche di giudicare la qualità ed il valore di quell’esistenza e prendere le decisioni conseguenti al fine di “assicurare una qualità di vita accettabile”. Per i bambini con spina bifida questa frase si traduce in una letale inoculazione di fenolo o morfina nelle vene. Il caso olandese non riguarda pertanto solo neonati destinati a morte certa, ma anche handicappati più o meno gravi, ma non terminali. Il protocollo parla infatti non solo di bimbi senza chance di sopravvivenza, ma anche di neonati con lesioni cerebrali o danni agli organi vitali che tuttavia “possono sopravvivere” ed essere curati, malgrado l’incertezza delle “aspettative circa le effettive condizioni future”. E’ pure previsto un ulteriore e più pericoloso caso, che il protocollo stesso ammette essere “più astratto e più difficile da definire”, quello relativo a bambini al momento non curabili la cui sopravvivenza “non dipende da trattamenti intensivi”, ma che a giudizio di genitori e medici potrebbero avere “una pessima qualità della vita”. E la soppressione dei bambini è possibile fino all’età di 12 anni...
Stefano
Il Cardinal Ruini ha detto la sua, a nome della CEI, quanto a temi "sensibili" per un cattolico, che dovrebbero ispirare le sue prossime scelte elettorali. Ma è noto come nella Chiesa italiana non tutti la pensino allo stesso modo. Le priorità indicate, quelle che stanno più a cuore al Papa attuale (e al suo venerato predecessore), non sembrano essere le priorità di tutti.
Basti ricordare la posizione del mensile Jesus (stessa catena editoriale di Famiglia Cristiana), che arriva a criticare la Conferenza Episcopale per le sue posizioni sul referendum in tema di procreazione assistita. Oppure si potrebbe prendere la dichiarazione del vescovo di Pescara (per giunta presidente di "Pax Christi"), che indica nelle seguenti le sue "priorità di voto": "I poveri, la vita delle nostre famiglie, la vita dei giovani, la storia degli stranieri, la fatica degli educatori, le attese delle donne, l'impegno della società civile, la testimonianza delle nostre comunità, l'ambiente che ci accoglie e la terra che ci nutre, la dignità di ogni cittadino, la vita di tutte e di tutti" (contenuti di una vaghezza altisonante, degna di un Prodi). Pare che per i giovani comboniani l'unica questione urgente e improcrastinabile sia il ritiro immediato delle truppe dall'Iraq.
Figuratevi come questa scheggia autonoma del movimento cattolico italiano può accogliere l'opuscoletto che il centrodestra sta diffondendo nelle diocesi, per spiegare quello che ha fatto in cinque anni a favore della Chiesa: è come se gli arrivasse a casa una lettera dell'Anticristo!
C'è un prete, tale don Antonelli, che l'ha rispedito al mittente (Sandro Bondi) con frasi di tal fatta (i neretti sono miei): "Ho ricevuto l'inverecondo opuscolo che lei, immagino, ha inviato a tutte le parrocchie d'Italia. Glielo restituisco senza nemmeno sfogliarlo e le ricordo che le parrocchie non sono discariche di rifiuti né postriboli nei quali si possa fare opera di meretricio. Abbiamo una nostra dignità, noi sacerdoti, e non siamo usi a svendere per un piatto di fagioli il nostro patrimonio religioso, culturale, sociale ed umanistico che voi in cinque anni di malgoverno avete dilapidato". Mica male eh? Ma sentite come prosegue: "Avete fatto razzia di tutto. Avete dissestato la finanza pubblica, avete ridotto alla fame gli enti locali da una parte e foraggiato, dall'altra, gli enti ecclesiastici cercando di comprarvi il nostro silenzio se non addirittura la nostra compiacenza. Avete popolato il Parlamento di manigoldi, ladri e truffatori. Di 23 parlamentari condannati in via definitiva più della metà (13 per la precisione) fanno parte del vostro gruppo. Avete fornicato con il razzismo della Lega e con il fascismo di Rauti. Con voi i ricchi sono diventati più ricchi ed i poveri più poveri…."
E via così, con anatemi del genere. Conto l'Anticristo, appunto.
Ma se il prete anzidetto, invece di non sfogliare nemmeno l'inverecondo opuscolo, avesse osato leggerlo, avrebbe letto tutta una serie di cosine che sono state elencate per benino e che sono state fatte per davvero dal Governo uscente. Potrà dargli fastidio, ma è così. Ne "capo dal mazzo" qualcuna, così giudichiamo tutti insieme e riattiviamo la memoria.
Il governo e tutti i partiti del centrodestra si sono battuti con vigore per inserire il riferimento alle radici cristiane dell'Europa (non è forse il nostro "patrimonio religioso e culturale", don Antonelli?).
Quanto alla scuola la riforma Moratti afferma che l’insegnamento della religione cattolica (seppur opzionale) ha la stessa dignità delle altre materie; e, di conseguenza, il governo ha posto fine alla situazione di precariato degli insegnanti di religione (un atto di giustizia; forse secondo l'Antonelli è questo il modo di "comprarsi il silenzio" della gerarchia). Come se non bastasse è stato ribadito l'obbligo di affissione del crocifisso nelle aule.
Questo Governo ha fatto veramente molto per riconoscere il ruolo che la Chiesa svolge nella società italiana. La Legge, per esempio, che riconosce il ruolo educativo e sociale delle attività degli oratori e li esenta dal pagamento dell'ICI è un giusto contributo a chi, dal dopoguerra ad oggi, è spesso stato l'unico riferimento per i giovani, per le famiglie e per gli anziani. Ma il governo non si è fermato qui: a riconoscimento del servizio pubblico da loro svolto, ha abolito l'ICI a carico di ospedali, associazioni, strutture ricettive gestite da ordini religiosi ed enti non profit.
E veniamo ai poveri. Anche qui una serie di provvedimenti che vanno ad aiutare i soggetti deboli della società: meno tasse e maggiori deduzioni per i familiari a carico, per favorire le famiglie monoreddito con figli e quelle a basso reddito; Bonus di 1.000 euro per i nuovi nati o adottati, un aiuto diretto alle famiglie. Per il 2006 il bonus riguarda i figli dal secondo in poi, per famiglie con reddito complessivo fino a 50.000 euro; più fondi per gli asili nido e detrazione delle spese per gli asili nido (nel 2006 le famiglie potranno detrarre dalle imposte il 19% delle spese sostenute nel 2005 per l'iscrizione all'asilo di ciascun figlio, con tetto massimo di 632 euro); Fondo per i mutui delle giovani coppie; aumento delle pensioni minime; ampliamento della no tax area ed estensione dell'esenzione totale Irpef per i pensionati.
Nello stesso tempo si è fatta una battaglia culturale per sostenere la famiglia fondata sul matrimonio (vedi la ferma opposizione ai PACS e alla politica zapateriana del divorzio veloce, proposta anche in Italia, ma bocciata dalla maggioranza). La posizione culturale e antropologica cristiana è stata difesa in occasione della Legge sulla fecondazione assistita, mentre l'esperienza del volontariato cattolico ha ispirato l' indagine conoscitiva sulla applicazione della legge 194 e la nuova legge sulla droga.
Va sottolineato il coraggio di questo governo (il primo nella storia della Repubblica) nel riconoscere il ruolo fondamentale svolto dalle scuole paritarie (in prevalenza religiose), come anche la decisa assunzione del criterio della sussidiarietà, con la valorizzazione del volontariato e del non-profit (nella prossima dichiarazione dei redditi ogni cittadino potrà scegliere di destinare il 5 per mille delle sue tasse per il volontariato, mentre resta confermato l'8 per mille a favore della chiesa cattolica e delle altre confessioni religiose).
E mi fermo qui (ma nell'opuscoletto c'è molto altro). Questo governo ha provato a fare di tutto e di più per ciò che sta a cuore alla Chiesa (poveri compresi). I fatti e le leggi sono lì. Sarà disposta a fare altrettanto la Banda Prodi? E' lecito dubitarne, anche perché c'è gente tosta (come quelli, ebbene sì, della Rosa nel Pugno) che riconosce che ci si sta sbracando un po' troppo davanti al Vaticano. E chiederanno una decisa inversione di tendenza. Pannella e Boselli sanno bene quello che il Governo Berlusconi ha fatto, mentre pare proprio che i chierici ingrati e moralisti non l'abbiano ancora capito.
Gianluca Zappa
E RUTELLI CI CUCINA UN PACS
Ogni professore d'italiano, che periodicamente esperimenta un sacro terrore nel correggere i compiti dei propri alunni, sa benissimo che non c'è niente di peggio dell'imbattersi in uno che scrive tanto, scrive anche frasi roboanti e complicate, ma non dice niente di concreto. Personalmente insisto molto sul brain storming e uso volentieri la metafora del minestrone: per farlo buono occorre avere gli ingredienti (verdurine in primis).
Nel confronto dell'altra sera tra Casini e Rutelli, quest'ultimo era la controfigura dello studente di cui sopra. Ha fornito un'impressione di estrema vaghezza, come un po' tutti i suoi colleghi dell'Unione. Prodi è ormai proverbiale nella capacità di dire tutto e il contrario di tutto; ma anche un politico che sembra serio, come Fausto Bertinotti, quasi sempre dà l'impressione di parlare del sesso degli angeli, come se fosse seduto eternamente in un salotto dove si possono affrontare le "grandi questioni" volando alto e senza mai sporcarsi con la realtà concreta del Paese. Del resto non a caso il programma dell'Unione è lungo quasi trecento pagine: è l'esempio di un tema svolto male, dell'incapacità di lavorare con i fatti, i numeri, le "cose"; e, al contempo, del parlare tanto e ambiguamente di tutto, con lo scopo di non farsi comprendere bene dalla gente.
Cinque anni fa il Berlusca fece il famoso contratto con gli italiani. Oggi lo criticano perché non l'ha mantenuto (anche se l'averlo realizzato al 60%, secondo me, considerato il quinquennio tragico che c'è stato nel mondo, è un grande risultato). Ma lo critica chi non è capace di mettere giù una decina di punti chiari che dicano qualcosa di concreto. Forse perché ha paura di rischiare, di assumersi degli impegni precisi. Il Berlusca ha parlato chiaro, ha rischiato e si è dovuto giustificare per quello che non è riuscito a fare. Ma la gente oggi può valutare e votarlo o no. Può comprenderlo, o considerarlo un buffone. Non si può fare lo stesso con quei campioni della vaghezza che combattono nelle file dell'Unione: la loro strategia è quella d'ingannare il popolo, sfumando, ammorbidendo, mescolando. Così da cadere sempre in piedi.
Nel minestrone di un Casini ci trovi la carota, il fagiolo, il sedano, la patata… quello di Rutelli non sai nemmeno se sia un minestrone. Sarebbe meglio definirlo un Pacs (Pasto Ambiguo Cucinato a Sinistra).
Casini è stato l'altra sera di una concretezza ammirevole, diversa da quella del Berlusca, tutto dati e cifre. Ha parlato con chiarezza e convinzione agli elettori, giganteggiando davanti ad un Rutelli che ripeteva frasi fatte, con un sorriso di olimpica serenità accuratamente studiato davanti allo specchio.
Le trecento pagine di Prodi sono un brutto tema, un fumoso enigma, sono "la vaghezza al governo".
LA PUNTUALITA' DEL CAIMANO
Comunque tutto si può dire della sinistra italiana, tranne che non sia puntuale. I treni arriveranno anche in ritardo, ma le comunicazioni giudiziarie no. Meno di un mese fa, puntualmente, quasi tutti i leader del centrodestra erano sotto accusa. Le rivelazioni sulle "collusioni" di Storace sono state puntualissime, nel loro giungere fuori tempo massimo.
Ed ora ci si mette anche Nanni Moretti, che oggi è sceso in campo (puntualmente una quindicina di giorni prima delle elezioni) con il suo "Caimano", il film che ridicolizza e accusa Berlusconi. Un megaspot elettorale, alla faccia della par condicio. Vedrai che nelle scuole italiane si dirotteranno le assemblee studentesche nelle 400 sale cinematografiche che lo proiettano.
"Speriamo che sia utile, non dannoso", commenta Prodi. Ma certo, utilissimo: un'aggressione deliberata, che servirà a svelenire sicuramente il clima di questi giorni, coi no-global e gli apache dei centri sociali puntualmente scatenati nelle povere piazze italiane!
Dice che lo presenteranno a Cannes: sarà un'ottima promozione per l'immagine dell'Italia, una rappresentazione tendenziosa e di parte, che ci farà passare per una manica di sottosviluppati che hanno scelto un criminale per farsi governare. Poi magari l'Italia non è proprio così, ma per i sinistri è bene che ci si convinca di questo.
E quando il Berlusca ripete fino alla noia che c'è un'aggressione contro di lui fin da quando osò entrare in politica (soffiando all'ex PCI il grande slam dopo l'operazione "mani pulite"), tutti a gigioneggiare, a fare i sorrisini ironici, a dirgli che vaneggia.
Adesso beccatevi 'sto "Caimano"! Poi ne riparliamo.
CHI HA VOTATO COSA
Fate un saltino, se ne avete voglia, a FattiSentire.net. Lì potrete scaricare un documento PDF contenente il comportamento di tutti i deputati in occasione di tutte le leggi prescelte (cliccate qua: http://www.fattisentire.net/db/Dettaglio_votazioni.zip). Scoprirete che i deputati di Forza Italia, nella legislatura che si è appena chiusa, sono stati i primi a battersi col loro voto in aula per sostenere quei temi importanti e "sensibili" che stanno più a cuore ad un cattolico e alla Chiesa italiana. Seguono gli altri partiti del centrodestra. Per trovare un partito dell'Unione occorre aspettare l'Udeur di Mastella. La Margherita arriva dopo. Un utile contributo, che serve a fare chiarezza a suon di cifre.
Gianluca Zappa
Prendo dal nuovo libro di Antonio Socci Il genocidio censurato un passo importante che serve a rendere bene l’idea della deriva in cui viviamo.
È venuto fuori in Francia dalla sentenza della magistratura per un incidente, provocato da un tale che (guidando dopo essersi fatto una “canna”) ha causato la morte di una donna (al sesto mese di gravidanza) e del bimbo che aveva in grembo. La corte d’appello non ha accolto la richiesta della famiglia della donna che chiedeva la condanna anche per la morte del fanciullo. Il tribunale ha deciso ce il nascituro non ha personalità giuridica e quindi “non può essere considerato come vittima”. Essendo un bimbo al sesto mese - pur non esistendo per il tribunale- è sicuro che abbia pure sofferto ed è singolare che provi dolore chi non esiste.
È insorto Jerry Saint-Rose, avvocato generale presso la Corte di Cassazione che ha illustrato un bel paradosso:” Se passeggiando distruggete il “progetto parentale” di un rospo verde, una gazza, un serpente o una farfalle particolari, rischiate sei mesi di prigione”. Dunque, si chiede il giurista, se “l’animale che deve nascere è penalmente protetto […] perché rifiutare al feto umano quello che è applicato alle uova o ai feti animali ?”.
Non c’è da scandalizzarsi. Non dobbiamo scandalizzarci o forse, molto probabilmente, non scandalizzerà affatto. Effettivamente se all’anno nel mondo vengono praticati circa 53 milioni di aborti, queste vicende non ci fanno né caldo né freddo. Il fatto di considerare l’aborto un diritto, porta inequivocabilmente ad una svalutazione della vita umana. Invece forte è l’interesse e la tutela degli animali, del loro “progetto parentale”, anche contro ogni logica e decenza. Un esempio splendido ce lo ha fornito Umberto Veronesi durante il referendum sulla legge 40 dicendo che “anche gli embrioni dello scimpanzè sono progetti di esseri umani”. Geniale.
Socci nel libro riporta anche il testo della richiesta del Great Ape Project alle Nazioni Unite:“Noi chiediamo che tutte le grandi scimmie, esseri umani, scimpanzè, gorilla e oranghi vengano considerate “persone”, con gli stessi diritti fondamentali, il diritto alla vita e alla libertà individuale, e che ci sia una netta condanna per ogni forma di tortura”.
C’è da molto tempo una deriva imbarazzante degli animalisti, che hanno gli occhi bendati riguardo alla realtà e riguardo agli esseri umani. Perché si può sperimentare su embrioni umani mentre gli animali devono essere lasciati perdere? Perché un bambino nel grembo materno può essere soppresso nell’indifferenza mentre un topo no? C’è molto che non torna in questo modo di pensare. È un pensiero parziale che non coglie la totalità e il nucleo dei problemi. Quando un uomo arriva a pensare che un rospo è più importante di un bambino al quale viene praticato un foro alla base della nuca e aspirato il cervello, per poi farlo uscire totalmente dal grembo materno, beh siamo arrivati alla realizzazione del progetto nazista e comunista. Ovvero esistono esseri umani non degni di diritti, degni di morire, in una società ubriaca e drogata di diritti.
Paolo Tassoni
Ieri, mercoledì 22 marzo alla trasmissione "L'Antipatico" di Belpietro, l'esponente Ds e Arcigay Grillini mette in chiaro alcune cose che forse molti esponenti della sinistra non sanno, fanno finta di non sapere o non dicono, in malafede. Per i boccaloni che ancora credono che le unioni civili servono per la vecchietta che non arriva a fine mese insieme alla compagna di pianerottolo o al malato che non può ricevere visite al capezzale, ecco la precisazione di Grillini e dell'inganno che c'è sotto:
"Il programma dell'Unione parla di "Unioni civili", una formulazione generica che può ricomprendere perfettamente il Pacs".
Questo il pezzo del programma della sinistra riguardo le Unioni civili, giusto per rendersi conto della fumosità di queste poche righe che possono voler dire tutto e il contrario di tutto, in modo tale da non scontentare nessuno, ingannando però la gente.
L'Unione proporrà il riconoscimento giuridico di diritti, prerogative e facoltà alle persone che fanno parte delle unioni di fatto. Al fine di definire natura e qualità di un'unione di fatto, non è dirimente il genere dei conviventi né il loro orientamento sessuale. Va considerato piuttosto, quale criterio qualificante, il sistema di relazioni (sentimentali, assistenziali e di solidarietà), la loro stabilità e volontarietà.
Ora, per favore, mi piacerebbe un po' di verità e limpidezza. Se questa è la "serietà al governo"....
Paolo Tassoni
"Rispetto della vita umana dal concepimento al suo termine naturale" e "sostegno concreto alla famiglia legittima fondata sul matrimonio" evitando "di introdurre normative che ne comprometterebbero gravemente il valore e la funzione". A questi temi il cardinale Ruini chiede di prestare "speciale attenzione" e di usarli come "criterio di orientamento in rapporto ai programmi delle diverse forze politiche". Aprendo i lavori del consiglio permanente della Cei il card. Ruini ha anche definito "segnali senza dubbio preoccupanti" la presentazione e in alcuni casi approvazione in vari Consigli regionali di "proposte riguardanti le unioni di fatto che equiparano in larga misura i loro diritti a quelli delle famiglie legittime: alcune di queste proposte - ha sottolineato - puntano inoltre a essere trasferite al Parlamento nazionale, per diventare legge dell'intero Paese". (Fonte Ansa.it)
E ora che cosa diranno i cattolici dell'Unione?
AVVISO AI NOSTRI LETTORI:
NELLA SEZIONE POVERA PATRIA ABBIAMO APERTO ALLA DISCUSSIONE IL POST
Ma si può essere cattolici anche così?
LETTERA DI ROMANO PRODI AD ARCIGAY E ARCILESBICA
CIO' CHE PRODI NON PUO',
CIO' CHE BERLUSCONI DOVREBBE
E allora, visto che ne parlano tutti, parliamone pure noi, anche se l'argomento non è stimolante, perché il faccia a faccia tra Berlusconi e Prodi dell'altra sera non è stato davvero un gran che. Ma non mi soffermerò su analisi di carattere mediatico, che m'interessano fino a un certo punto. A questo proposito dirò solo che si è palesata una certa incapacità professionale di gestire il confronto da parte di chi lo doveva gestire. Imbarazzante il flop di Marcello Sorgi della Stampa (non riusciva quasi a spiccicar parola) e il disagio di Mimum. Diciamoci la verità: vogliamo fare gli americani senza esserne capaci.
Due minuti e mezzo a testa: con Berlusconi sembravano passare troppo in fretta, quando invece parlava Prodi non passavano mai. Forse perché il Berlusca aveva tanto da dire (cinque anni di governo da raccontare che in due minuti e mezzo proprio non ci stanno), mentre Prodi ci cucinava l'aria fritta, e come un buon cuoco pacioso e buongustaio si era seduto a tavola con tutta calma.
Vorrei comunque fare solo due considerazioni, che mi sembrano centrali.
La prima. Prodi tiene a presentarsi come una persona seria, responsabile, preoccupata del futuro, pronta al dialogo e alla pace sociale. Pacifico e pacioso, un padre di famiglia che ha a cuore i suoi figli. Molto vescovo-assistente di Azione Cattolica. Pronto al dialogo e alla solidarietà, perché è così che si governa un Paese.
Ma lasciarsi convincere e commuovere dal buon Romano è la più grossa cretinata. Prodi è un equivoco vivente, un leader di cartapesta, un palo nella vigna della sinistra. Mente non sapendo di mentire (a voler essere buoni con lui) quando dice che farà tutto quello che vuol fare. Prendiamo la TAV, per esempio. Lui dice che si farà e che basterà parlare, dialogare con la gente del posto (mentre i cattivoni della destra non l'hanno fatto). Povero illuso (ma ci è o ci fa?)! Quelli la TAV, così come è stata progettata, non l'accetteranno mai. Il che è come dire che il collegamento non si farà. E saranno le stesse forze politiche che gli avranno dato i voti che metteranno le manette al pacifico Prodi. Può fare il vescovo e il buonista quanto gli pare, ma questa è l'atroce verità. E questo vale anche per tutta una serie di altre opere o di questioni. Le cose sono due: o andremo incontro ad una paralisi (la cosa più probabile) oppure magicamente ogni protesta si spegnerà, e allora vorrà dire che siamo stati presi in giro, che abbiamo assistito ad uno squallido e cinico gioco delle parti pre elettorale.
Insomma, Prodi può fare l'indipendente quanto vuole, ma i poteri forti che lo appoggiano (e che hanno pesato notevolmente sullo sviluppo italiano) passeranno a chiedergli il conto; può fare lo stratega internazionale, ma cinque secondi dopo viene sbertucciato dall'antiamericanismo degli alleati; può fare il pacifico, ma quelli che ha alle spalle sono assatanati e violenti, e lo aspettano al varco. Si guardano in cagnesco anche tra loro e solo l'odio a Berlusconi li tiene e li ha tenuti uniti in questi cinque anni. Per capire veramente chi sta dietro a prodi, invito a leggere il documento della Compagnia delle Opere che pubblichiamo nella sezione Povera Patria.
La seconda. Prodi ha fatto una battuta su Berlusconi: è stato cinque anni al governo, con una maggioranza totale, e parla come se fosse all'opposizione! Qui a mio parere il Berlusca dovrebbe fermarsi un attimo, sputare meno cifre e parlare ancor più chiaro, anche più lentamente, agli elettori. Dovrebbe spiegare bene, ma proprio bene, che in soli cinque anni non è possibile fare miracoli e che è pura demagogia pretenderlo. Prodi chiede al Berlusca perché non abbia usato la bacchetta magica. Berlusca dovrebbe far comprendere bene che ha passato per lo meno un anno a capire cosa aveva combinato il centro sinistra prima di lui, a cominciare dallo spaventoso debito pubblico. E che mettere in piedi un'Italia che era stata immobile per decenni (qui, per esempio, è stato chiaro a proposito delle grandi opere), che manca di infrastrutture, che è bloccata nel suo sviluppo dal corporativismo, da finte liberalizzazioni, da una macchina statale farraginosa e antiquata, è un'impresa immane e quasi disperata, tanto più se si considera con obiettività il catastrofico quadro dell'economia mondiale proprio di questi anni. Tenere a galla la barca è stato un miracolo. E, nello stesso tempo, rimboccarsi le maniche, fare un numero incredibile riforme, guardare con ostinata speranza al futuro, mentre la sinistra faceva una campagna all'insegna del lamento e della depressione morale, è significato salvare il Paese.
Berlusconi dovrebbe dirlo con chiarezza e con forza, con foga, con dignità: cinque anni non sono niente, nessuno può rianimare il cadavere di un intero Paese, in soli cinque anni.
Certo che Berlusconi, pur avendo fatto molto, sta ancora all'opposizione! E' l'opposizione a decenni di immobilismo, a fronte dei quali il suo quinquennio è povera cosa.
Un immobilismo che, purtroppo, si riprofila all'orizzonte. Con il volto di Prodi.
Gianluca Zappa
Il 26 Gennaio 2006 con la pubblicazione, in Spagna, del progetto di legge introduttivo dell'IRPF, si è avuta una inequivocabile indicazione della reale attitudine del governo Zapatero nei confronti della famiglia tradizionale. Sono state ridotte le deduzioni nei riguardi dei nuclei numerosi, che diventano pertanto oggi i meno favoriti rispetto a nuclei con pochi o nessun figlio. Il governo Zapatero aveva invece promesso in campagna elettorale grande attenzione per le famiglie numerose, ma come si sa la coperta è corta, ed è tanto più corta se deve andare a coprire anche i nuovi modelli di convivenza che stanno tanto a cuore alla sinistra spagnola. E le politiche sociali (quelle vere) non sono più al centro degli interessi degli “uomini nuovi” della sinistra europea.
Il 22 Gennaio 2006 inoltre, il servizio galiziano della Salute (Sergas) aveva preso la storica decisione di retribuire economicamente (con 900 euro) le donne che donano gli ovuli destinati alle procedure di fecondazione eterologa . Eppure gli esponenti della sinistra avevano sempre sostenuto che un tale tipo di donazione dovesse essere il frutto di una decisione del tutto volontaria e disinteressata, pertanto gratuita. Insomma solo un gesto di altruismo per il bene della scienza e delle famiglie più sfortunate. Ora la retorica ufficiale viene a cadere e si disvelano i pensieri ed i compromessi reconditi. E si viene ad istituire da parte delle stesse istituzioni, magari senza farsi notare troppo, lo squallido commercio degli ovuli umani.
Accade infine in Spagna, quale conseguenza della recente legge che istituisce il matrimonio omosessuale con possibilità di adozione di bambini, che il Bollettino Ufficiale dello Stato abbia stabilito, con un ordine del Ministero della Giustizia, la creazione di un nuovo formulario dello stato di famiglia, in cui si utilizzeranno nuovi termini (ricchi di significato simbolico e pregni di spessore culturale e storico) quali quelli di: “progenitore A” e “progenitore B”. Ciò al posto degli ormai superati padre e madre. Questa decisione fa sul serio pensare al noto capolavoro di George Orwell: “1984”. Orwell fu peraltro combattente in Spagna con i Repubblican