CONTRO IL DARWINISMO:
Quando si parla di evoluzionismo, ho notato che i cattolici sono spesso sulla difensiva e, quasi impauriti dall'aggressione della mentalità dominante, si affrettano subito a dire che "anche la Chiesa approva l'evoluzione". Il che in parte è vero, a patto che si sia molto chiari.
Se torno su questa questione che mi sta molto a cuore, è perché di recente il cardinale di Vienna Christoph Schönborn è intervenuto in merito sul New York Times proprio con la necessaria chiarezza.
Dall'articolo si evince che la Chiesa non approva per niente l'evoluzione in senso neo-darwiniano, intesa cioè come un processo di variazione casuale e selezione naturale, senza una guida e senza un piano. C'è evidentemente un progetto nella natura, o, se vogliamo usare la terminologia di alcuni giovani scienziati americani, un intelligent design. "Un sistema di pensiero che neghi o tenti di confutare la palmare evidenza di un disegno biologico - afferma Schönborn - è ideologia, non è scienza".
Il cardinale di Vienna cita a sostegno alcuni pronunciamenti ufficiali, come quello di Giovanni Paolo II all'udienza generale del 1985:
"Tutte le osservazioni concernenti lo sviluppo della vita conducono a un'analoga conclusione. L'evoluzione degli esseri viventi, di cui la scienza cerca di determinare le tappe e discernere il meccanismo, presenta un interno finalismo che suscita l'ammirazione. Questa finalità che orienta gli esseri in una direzione,di cui non sono padroni né responsabili, obbligaa supporre uno Spirito che ne è l'inventore, il creatore".
Finalismo, dunque. Che le cose si siano evolute in un certo modo è ammissibile, ma solo perchè Qualcuno l'ha voluto, non perché la natura è andata avanti a caso. Insomma, la Chiesa crede ragionevolmente che un Inventore abbia creato i meccanismi perfetti e complessi che ammiriamo in natura (perfino nei piccoli esseri monocellulari); non ci obbliga a credere (come fanno i neo-darwinisti) nella favoletta del tornado che infuriando in uno sfasciacarrozze mette insieme un Boeing (è l'efficace metafora di Fred Hoyle, un fisico tra i più liberi ed originali critici del darwinismo).
"Parlare di caso - continuava Giovanni Paolo II - per un universo che presenta una così complessa organizzazione negli elementi e un così meraviglioso finalismo nella vita, significa rinunciare alla ricerca diuna spiegazione del mondo come ci appare. In realtà, ciò equivale a voler ammettere degli effetti senza causa. Si tratta di una abdicazione dell'intelligenza umana, che rinuncerebbe così a pensare, a cercare una soluzione ai suoi problemi".
Più esplicito di così!
Del resto anche il Catechismo della Chiesa cattolica, al numero 295, recita: " Noi crediamo che il mondo è stato creato da Dio secondo la sua sapienza. Non è il prodotto di una qualsivoglia necessità, di un destino cieco o del caso."
E per rincarare la dose, il cardinal Schönborn cita anche Benedetto XVI, che recentemente ha dichiarato: "Non siamo il prodotto casuale e senza senso dell'evoluzione. Ciascuno di noi è il frutto di un pensiero di Dio. Ciascuno di noi è voluto, ciascuno è amato, ciascuno è necessario."
Gianluca Zappa
categoria: cultura, ideologia, darwinismo








Sotto studio da ben quattro anni è l'ultima trovata di de Mol, quello del Grande Fratello. Questo mercoledì in Olanda è uscita su un canale privato la prima puntata sperimentale di questo nuovo reality-immondizia che evidenzia tutto il naufragio intellettuale ed etico del nostro malandato continente. In parole povere ecco cosa accade: due donne, nel caso della puntata sperimentale una single e una lesbica, gareggiano per conquistare un donatore che poi inseminerà la vincente. Ecco tutta la degradazione dell'essere umano, dei suoi gesti, delle sue intenzioni, di ciò che è alto e sublime come la generazione di una nuova vita. Naturalmente il reality per suscitare interesse deve inventarsi cose nuove, escogitare situazioni limite per crearci intorno un po' di interesse, ma di questo passo si arriverà al tanto famoso "The Truman Show" dove un bambino viene fatto crescere in una realtà totalmente fittizia, con finti genitori, finta fidanzata e finta vita. Ecco quello che viene proposto, con guadagni miliardari: immondizia allo stato puro dove si consuma una tragedia, perché "Voglio un figlio tuo" è finalizzato alla nascita di un bambino.....e poi? Ma nella testa di questi irresponsabili frulla qualche pensiero o il nulla?In Olanda, anche nella permissiva e gaia Olanda, le polemiche sono molte, addirittura si è proposto un dibattito parlamentare. Lo "sperma-show", così chiamato già in fase sperimentale, si propone come l'estrema e ultima banalizzazione dell'atto procreativo, una caricatura, un giocattolo deforme per chi gioca con tutto, anche con gli esseri umani. Di questo passo c'è veramente da preoccuparsi, c'è da fare un'esame nell'intimo della nostra cultura che si allontana sempre di più dal suo centro sacro, da ciò che dà ed è il fondamento della libertà, Gesù Cristo. Libertà che non diventi un mostro onnivoro che si nutre di scempiaggini e aberrazioni come questo nuovo reality, ma una libertà che abbia senso e responsabilità. Ubriachi di capricci, non riflettiamo più sulle cose e sul loro valore. L'esperienza del referendum sulla fecondazione assistita è stata fondamentale in tal senso, anche se presto dimenticata. Ha dato un surplus di pensiero a tanta faciloneria diffusa, anche per merito di una Chiesa unita che ha saputo mantenere saldo e inviolabile il valore della vita umana in una società impazzita e assuefatta di onnipotenza barbara, degna creatrice di cotanta spazzatura sotto forma di reality. Solo all'interno del cristianesimo ogni cosa viene riconosciuta nel suo vero valore, come la procreazione, mirabilmente inserita all'interno di un sacramento come il matrimonio acquista una sostanza che all'infuori di esso si perde nel capriccio e nel semplicismo come si può facilmente notare.
Si annoiano da morire, li divora il tedio, e allora s'inventano giochi stupidi e pericolosi. Gettare massi da un cavalcavia, andare in giro a bruciare le auto degli altri, correre in macchina contromano su una tangenziale, organizzare messe nere e sacrifici umani rituali… Che gli scherzi siano questi o siano altri di minor peso, c'è un minimo comun denominatore: la noia, questo male che si è attaccato al collo di molti giovani, questo coltello sporco alla gola che è inevitabilmente presente nei loro discorsi e nella loro vita.