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meeting

venerdì, 31 dicembre 2004

 

BUON ANNO A TUTTI. CON UN CUORE NUOVO.

In questo drammatico scorcio di 2004, che ha rammentato a tutti noi quanto sia debole e piccola cosa l'uomo e quanto abbia bisogno di essere salvato, ci piace pubblicare una nostra traduzione di un bellissimo pezzo contenuto nell'ultimo album degli U2.

E' una preghiera a Dio, un'offerta a Dio di sé e del proprio limite, perché sia Lui a risolvere.

Il dolore e le contraddizioni della vita (il buio precede sempre l'alba) non sono dimenticate. Ma c'è la certezza che esiste Uno che può ricomporre tutto.

A Lui e solo a Lui si può offrire ciò che nessun uomo può possedere: il proprio cuore. Con la richiesta di "spezzarlo", di romperlo, di piegarlo, di convertirlo.

In fondo è solo questo che conta. Ed è ciò che auguriamo a tutti per il nuovo anno.

"Il sole sta spuntando sull'oceano. L'amore è come una goccia nell'oceano".

Buon 2005!

Gianluca Zappa & La Cittadella

IAHWEH

Prendi queste scarpe

Che risuonano giù per qualche strada senza uscita

Prendi queste scarpe

E fa' che càlzino.

Prendi questa camicia

Robaccia di poliestere bianco fatta chissà dove

Prendi questa camicia

E rendila pulita, pulita.

Prendi quest'anima

Invischiata tra pelle e ossa

Prendi quest'anima

E fa' che canti.

Jahweh, Jahweh,

è sempre dolore prima che un bimbo nasca.

Jahweh, Jahweh,

sto ancora aspettando l'alba.

Prendi queste mani

Insegna loro cosa portare

Prendi queste mani

Non farne un pugno.

Prendi questa bocca

Così pronta a criticare

Prendi questa bocca

Dalle un bacio.

Jahweh, Jahweh,

è sempre dolore prima che un bimbo nasca.

Jahweh, Jahweh,

sto ancora aspettando l'alba.

Sto ancora aspettando l'alba.

Il sole sta spuntando

Il sole sta spuntando sull'oceano

L' amore è come una goccia nell'oceano

L' amore è come una goccia nell'oceano.

Jahweh, Jahweh,

è sempre dolore prima che un bimbo nasca.

Jahweh, dimmi ora:

perché il buio prima dell'alba?

Prendi questa città

Una città dovrebbe splendere su un monte

Prendi questa città

Se è questo che vuoi.

Ciò che nessun uomo può possedere

Nessun uomo può prenderlo.

Prendi questo cuore

Prendi questo cuore

Prendi questo cuore

E fa' che si spezzi.

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venerdì, 31 dicembre 2004

 

COME AIUTARE

LE VITTIME DEL MAREMOTO

Invitiamo tutti i nostri lettori e amici, nel caso in cui volessero aiutare con la propria offerta le popolazioni asiatiche colpite dalla devastante calamità naturale degli scorsi giorni, ad utilizzare il

conto corrente postale n. 603035, intestato a Pontificio Consiglio COR UNUM - 00120 Città del Vaticano, indicando la motivazione "emergenza Asia".

Per incarico del Santo Padre, il Pontificio Consiglio COR UNUM, tramite le rispettive rappresentanze Pontificie, ha inviato soccorsi d'urgenza in Sri Lanka, in India, in Thailandia, in Indonesia ed in Somalia. Le offerte che vengono inviate tramite questo canale arrivano con certezza alla Chiese locali e alle loro organizzazioni caritative. E' il modo migliore per fare arrivare il nostro aiuto, perché questi organismi sanno come e dove intervenire e sono più efficaci dei governi locali.

A titolo informativo, ricordiamo che, oltre al Santo Padre, tutta la Chiesa cattolica si è già mobilitata concretamente per aiutare quelle popolazioni: la Conferenza Episcopale Italiana ha stanziato 3.000.000 di euro, la rete Caritas ha già raccolto la somma di oltre due milioni di dollari americani. Alcune Caritas (Austria, Paesi Bassi, Stati Uniti) hanno già inviato esperti sul posto al fine di sostenere l'opera delle varie Caritas Nazionali. Anche i "Jesuit Refugee Services" appoggiano l'azione delle Chiese locali.

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venerdì, 31 dicembre 2004

 

LA FIV E L'OLOCAUSTO

Torno, con l'ultimo articolo del 2004, sulla Fecondazione assistita (FIV) e sulla legge 40. Probabilmente il 2005 ci vedrà chiamati alle urne per decretare con un referendum se abrogare o no questa legge, introdotta lo scorso febbraio col voto delle Camere.

Il ritornello che si sente spesso è che si tratta di una legge "cattolica", imposta dalla Chiesa. L'ultima dichiarazione che ho letto a questo proposito è quella del regista Marco Bellocchio, famigerato per la sua crociata anticattolica (fortuna che esiste la Chiesa, altrimenti non saprebbe su cosa cavolo girare un film). Secondo Il Bellocchio si è scritta "una legge oscurantista sulla procreazione assistita". Oscurantista, cioè biecamente reazionaria e cattolica etc. etc.

Bene, da cattolico praticante e osservante dirò al Bellocchio che a me questa legge fa francamente schifo. L'unica legge che avrebbe senso sarebbe quella che vietasse del tutto ogni pratica di FIV e che prevedesse pene severe per coloro che vi fanno ricorso. Intendiamoci, se dovrò andare a votare non mi resterà altro da fare che sostenere la legge 40, ma con molta difficoltà e come "male minore". Perché per un cattolico, quella legge è obiettivamente un male. E non solo per un cattolico, ma per ogni uomo che abbia il coraggio di utilizzare la ragione e la propria coscienza. Vediamo perché.

Cominciamo col dire che le tecniche di FIV (consentite dalla legge 40) risultano avere un'efficacia del 20%. Il che significa che su 100 donne che vi si sottopongono, solo 20 ottengono "figli in braccio"; i risultati, insomma, sono veramente modesti.

Ma facciamo due conti. In media ad ogni donna vengono impiantati 3 embrioni (è il limite massimo imposto dalla legge 40; prima di questa non c'era alcun limite!): 100 donne, 300 embrioni. Se 80 donne non ottengono il figlio desiderato, significa che 240 embrioni vengono "persi".

E veniamo alle venti donne fortunate: 18 di esse otterranno un solo figlio (quindi altri 36 embrioni vengono "persi"), mentre le altre due avranno due o tre gemelli (quindi va "perso" almeno un altro embrione).

Tiriamo le somme: sono stati creati 300 embrioni; solo 23 vedranno la luce (appena l'8%!); 277 embrioni si "perdono" (il 92%!).

Adesso, per favore, sostituiamo alla parola embrione la parola "bambino" (e siamo autorizzati a farlo, fino a prova contraria) e al verbo "perdere" il verbo "morire".

Ecco il risultato: per dare alla luce, tramite FIV, 23 bambini, la legge 40 ne fa morire 277.

Questa, secondo Bellocchio, è una "legge oscurantista" e siamo perfettamente d'accordo con lui, ma a partire da posizioni opposte. Lui vorrebbe che fosse più "illuminata", cioè che per legge fosse permesso di moltiplicare il numero degli embrioni e, di conseguenza, di moltiplicare anche il numero delle morti. Per noi è oscurantista in quanto, letteralmente, "oscura la vita" e legalizza quella che è un'ecatombe, una strage, una carneficina. Non solo: consente a un medico di tentare un intervento, con la certezza che l'insuccesso sarà dell'80% delle possibilità. Si è mai vista una roba simile?

E paradossalmente dobbiamo anche dire: fortuna che c'è la legge 40! Fino ad oggi, infatti, si faceva ben di peggio, nell'indifferenza e nell'ignoranza generale.

Per questo bisogna anche dire che la legge 40 non è ritoccabile. Lo sarebbe solo in senso ancor più restrittivo: chi avrebbe la coscienza di consentire una strage maggiore, o una maggiore manipolazione della vita di potenziali esseri umani?

La legge 40 non è dunque una "legge cattolica", esattamente come non si può ridurre il dibattito su questo argomento ad una contrapposizione fra una concezione laica dello Stato e una concezione religiosa. E' evidente che chi lotta contro l'abuso scientifico sugli embrioni sta lottando per la Civiltà, per la Ragione, per una Scienza che rispetti l'uomo e sia al suo servizio.

I sopravvissuti all'Olocausto, salvati da Oscar Shindler, hanno fatto scolpire sulla sua tomba una frase significativa: "Chi salva una vita salva il mondo intero".

Non vi sembri un'esagerazione: siamo davvero in una situazione di questo tipo.

Gianluca Zappa

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venerdì, 24 dicembre 2004

VIENE LA NOSTRA SALVEZZA

"Svégliati, o uomo: per te Dio si è fatto uomo. Per te, dico, Dio si è fatto uomo.

Saresti morto per sempre, se egli non fosse nato nel tempo.

Non avrebbe liberato dal peccato la tua natura, se non avesse assunto una natura simile a quella del peccato.

Una perpetua miseria ti avrebbe posseduto, se non fosse stata elargita questa misericordia.

Non avresti riavuto la vita, se egli non si fosse incontrato con la tua stessa morte.

Saresti venuto meno, se non ti avesse soccorso.

Saresti perito, se non fosse venuto.

Prepariamoci a celebrare in letizia la venuta della nostra salvezza, della nostra redenzione; a celebrare il giorno di festa in cui il grande ed eterno giorno venne dal suo grande ed eterno giorno in questo nostro giorno temporaneo così breve.

La verità è germogliata dalla terra: nasce dalla Vergine Cristo, che ha detto: Io sono la verità. E la giustizia si è affacciata dal cielo.

L'uomo che crede nel Cristo, nato per noi, non riceve la salvezza da se stesso, ma da Dio".

(dai "Discorsi" di sant'Agostino)

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venerdì, 24 dicembre 2004

NATALE E'

L'ANNUNCIO DI UN FATTO

 

"Non è un pensiero, un sentimento, una virtù: il Verbo si è fatto uomo!

 

Perché possiamo assicurare tutti noi che è un fatto?

Perché non possiamo non riconoscere che un Fatto Presente,una novità è entrata nella nostra vita, che ha trascinato tutto il nostro io: una Attrattiva Presente, Qualcosa che ci ha commosso come novità (che non pensavamo che potesse esistere): un Fatto che 2000 anni fa è entrato nella nostra storia.

Noi guardiamo a Natale per questo Fatto.

Dobbiamo aiutarci a sostenere questo sguardo, a sostenere tutto il peso davanti a questo Fatto. Perché è così imponente e la nostra distrazione così grande, che se non ci agitiamo a guardare prevale la distrazione, e la conseguenza è che non ci lasciamo commuovere da questo Fatto.

E’ accaduto!

 

Il primo segno di questo Fatto è l’amore al silenzio: uno resta senza parole! Un Avvenimento che si impone così potentemente che uno resta senza parole, la Sua presenza riempie il silenzio: “..Maria serbava tutte queste cose nel Suo cuoreâ€.

Diversamente il Natale è solo un’emozione; è stando nel silenzio davanti a questo Fatto che ci lasciamo penetrare fino al midollo, perché è per noi.

 

Cosa vuol dire che Lui si fa uomo?

Il Mistero che fa tutte le cose pensa a te, a me! Ama il nostro destino così tanto per farsi uno di noi; è stima per la mia persona che il Verbo diventa carne.

Isaia: “.. anche se una madre dimenticasse suo bimbo Io mai…†Non ci si dimentica di un bimbo…

Queste parole sono vere e le documenta il Natale “non ti dimenticherò maiâ€.

Perciò il Mistero ama la nostra persona, il nostro io e noi possiamo guardare senza paura alla nostra umanità, alle esigenze del nostro cuore, non siamo costretti a vivere distratti, a perdere l’esigenza del nostro io, a non credere che possa esserci un compimento dentro la nostra attesa perché possiamo vedere come un bene l’urgenza del nostro cuore, perché Cristo è venuto per rispondere a questa urgenza che ci è stata data dalla nostra natura, non c’è più paura per la contraddizione, perché non ha vinto il male: è stato vinto il male, lo scetticismo, il cinismo.

Questo annuncio si rivolge a te, a me, sfida questa crosta che copre il nostro io.

Una stima per te, per il mondo, nessuna cosa lo ferma: questo annuncio è per ognuno di noi.

[…]

 

Sarà sempre l’Emmanuel, Dio con noi: la pienezza di vita che entra nella nostra vita; questa facilita il nostro io per partecipare sempre della grande novità di Cristo.

Tutti sappiamo cos’è questa novità: non si può vivere senza!

Il tempo come pienezza, il dolore con significato, lavorare con un senso, alzarsi tutti i giorni, vivere qualsiasi circostanza determinati dalla Sua Presenza , come novità per ogni istante.

 

Questa sovrabbondanza consente di camminare tutti noi e di condividere i bisogni degli altri perché così possano partecipare di questa Novità

Gli altri aspettano senza saperlo: sentendo un barlume di questa novità si è travolti da questo Annuncio che è dato a me e a tutti perché il cuore, il bisogno sono gli stessi.

 

E' dato a noi perché attraverso di noi venga annunciato a tutti: chiediamo alla Madonna di sostenere il nostro sguardo pieno di commozione davanti a questo Fatto". 

 

(dall'intervento di Padre Carron a S. Marco 22/12/2004)

 

 

 

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venerdì, 24 dicembre 2004

NATALE

 

Venti gelati percorrono il cielo.

In trepida attesa sta la natura.

Un sole sfinito prolunga le ombre

di scheletri lignei. Dicembre è giunto.

Il Vecchio è giunto. Rattrappito e stanco

raccoglie gli ultimi guizzi del cuore

e tende l’orecchio. Ascolta. Che cosa?

Gli impercettibili passi sui monti

del messaggero di liete novelle.

 

Come son belli i suoi passi sui monti!

Porta l’annuncio di pace e salvezza;

dice: “L’Eterno nel tempo s’è immerso,

in paradiso si muta il deserto.

Delle rovine di Sion ha pietà,

ha consolato il Signore il suo popolo.

Tutti vedranno i confini del mondo,

come la luce, di Dio la salvezza!â€

 

Alzati! Svesti la veste di pianto!

Canti di gioia mi arrivano al cuore.

O sentinelle, a che punto è la notte?

“Una gran luce vedemmo ad Oriente

che folgorò gli occhi avvezzi alle tenebre.

Una gran luce annunciava il ritorno

del nostro Signore.†Cantano in coro.

 

Alzati! Indossa le vesti più belle!

E’ nato il Bambino Re della terra.

Alzati! Fatti non fummo pe ‘l pianto,

seppur bagnare conviene la misera

valle di lacrime. Spera! Lo sguardo

innalza oltre le stelle, ove risplende

eterno il Sole che il mondo redime.

 

Ciechi andavamo alle misere mete

quando, per dono, si aprirono gli occhi:

videro un bimbo di carne, di sangue,

umile e nudo alla squallida greppia.

Cambiò l’Eterno la storia. L’Amore

entrava nel mondo e sorsero volte

di cattedrali superbe nel tempo.

 

Il Re è qui. Chinati e adora! Sei qui

per sempre, Tu dono immenso nel cuore

di ogni mortale. Vieni e nasci ancora!

Il mondo onora il tuo santo Natale.

Ora ti prego: ch’io gusti il silenzio

 

 

della tua Notte, che santa scegliesti

per sposarti a noi. Ch’io non sia distratto

dalle parole, dal mondo, dall’odio.

Silenzio, silenzio, solo silenzio…

Di luce un tremito audace e leggero…

L’eco del Gloria celeste nel cielo…

Qui… nel silenzio… si svela il Mistero.

 

 

Gianluca Zappa

 

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mercoledì, 22 dicembre 2004

CHE BELLA LA COMPAGNIA

DEI GRANDI "CODARDI"!

 

Gerard Depardieu, il grande attore francese, ha confessato, in un'intervista al Giornale, di aver "scoperto Dio". All'età di 56 anni, quindi nel pieno della maturità. Com'è avvenuta questa illuminazione? Da quando declama in tutte le chiese di Francia le Confessioni di Sant'Agostino.

"Se non guarda verso il cielo - ha affermato l'attore - l'uomo non è nulla. Lo dice uno che in 28 anni di analisi ha sotterrato due psichiatri. Chi è Freud, paragonato a Dio?".

Un incontro, e la vita cambia. L'uomo che fino a quel momento, in ossequio a chi ci ha insegnato a restare "fedeli alla terra", si era ritrovato prigioniero del suo nulla, ora esce dal carcere guardando "verso il cielo".

Comoda illusione? Codardia? Masochistica voluttà di autoinganno?

Potremmo pensare che tali voli verso il cielo si addicano particolarmente ai guitti e ai funamboli. Ma non è così: la conversione è fenomeno trasversale a tutte le età e condizioni.

Prendete Marshall Mc Luhan (ebbene sì, stiamo parlando di colui che è considerato il massimo esperto della massmediologia): ha fatto prima di Depardieu. Si è convertito alla soglia dei trent'anni, entrando nella Chiesa, "la Chiesa cattolica e universale -spiegava in una lettera alla madre - il corpo visibile di Cristo". Mc Luhan aveva intuito che in quell'incontro tutto l'uomo veniva valorizzato: "La religione cattolica è la sola a benedire e a impiegare tutte quelle facoltà meramente umane che producono il gioco e la filosofia, la poesia e la musica, l'allegria e l'amicizia con una base molto carnale". Scopriva così che per realizzare la piena umanità la strada era già tracciata da millenni. Non c'era certo bisogno di andare dietro ai nuovi miti, come l'oltreuomo nicciano.

Come arrivò Mc Luhan a liberare la mente? Attraverso un incontro. Con Chesterton. "Se non l'avessi incontrato sarei rimasto agnostico almeno per molti anni. Chesterton non mi ha convinto dell'esistenza di alcuna verità religiosa, ma ha impedito che la mia disperazione divenisse un'abitudine o degenerasse in misantropia".

Già, perché la prima esigenza è quella di non diventare pazzi o disperati.

Proprio quello che intuì il suddetto Chesterton, il quale aveva passato lucidamente in rassegna tutte le filosofie imperanti a cavallo tra Otto e Novecento (i vari Schopenhauer, Comte, Nietzsche…), e aveva concluso che portavano all'insanità mentale. Allora aveva reagito (perché voleva restare sano), continuando a cercare, ed approdando alla fine (e con sua grande sorpresa) nella Chiesa cattolica (anche lui!).

Storie di conversioni. Storie di uomini che guardano verso il cielo. Depardieu, Mc Luhan, Chesterton. Ma anche Ungaretti, Pèguy, Tolkien, Flannery O' Connor. E perché non ricordare un certo Manzoni o un certo Dante? O Pascal e Agostino?

Tutti codardi, secondo qualcuno, tutta gente che ha preferito alla "verità" (quella che l'uomo è nulla e che non ha nessun destino eterno davanti a sé, come predicava con dogmatico ed esacerbato sarcasmo il buon Leopardi), la comoda illusione dell'esistenza di Dio.

Ora, se per essere dei grandi, come i summenzionati signori, bisogna subire il polemico ed ingeneroso giudizio dei "sapienti" di questo mondo, consentiteci di dirci felici e onorati di avere un posticino anche noi nella "compagnia dei codardi".

Gianluca Zappa

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domenica, 19 dicembre 2004

UN INCONTRO UMANO

IN CUI DIO E' PRESENTE

 

"…Se Dio si è commosso a tal punto da diventare un bambino tra noi, significa che qui c'è qualcosa che vale. Significa che l'uomo non è un incidente, un errore nel caos dell'universo.

Dalla nascita di quel Bambino dipende la coscienza che l'uomo ha di sé. E dunque il senso delle sue azioni.

Una civiltà che ha dimenticato il senso potente, la commozione integrale, ragionevole e d'affetto per l'avvenimento del Natale, ha perduto il senso dell'inizio. E per questo nella crisi è più vulnerabile e smarrita.

L'inizio della vita sta nella vita, non in un discorso su di essa. […]

 

All'inizio del cristianesimo non c'è un discorso, […] ma un "atto di vita". C'è un bambino, la carne indifesa di un Dio che chiede di entrare in rapporto con i nostri corpi, con la nostra ragione e il nostro affetto. All'inizio non c'è un atto d'imperio. C'è la libertà di Dio che s'incontra con la libertà dell'uomo: una sfida generosa. Da questo spettacolo, di cui i nostri presepi sono la traduzione elementare e commossa, può avere sempre inizio l'avventura umana nella storia. Nella storia grande dei secoli e in quella grande di ciascuno, ogni giorno.

 

La Chiesa guidata dal Papa è fatta di gente per la quale il Signore non è mai un passato, ma un'esperienza presente che cambia la vita. […]

 

Un incontro umano in cui Dio è presente, questo è il cristianesimo.

Buon Natale a tutti!"

 

(dal mensile "Tracce", dicembre 2004)

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sabato, 18 dicembre 2004

FECONDAZIONE IN VITRO:

QUELLO CHE POCHI SANNO

 

Ma questa famosa FIV (fecondazione in vitro), che sembra essere la tecnica perfetta per avere figli, la panacea per ogni problema di infertilità, è poi così valida ed efficace? E' così neutra rispetto alle conseguenze? E criticarla è solo una questione etico-religiosa, un passatempo di quei bacchettoni rompiscatole dei cattolici, sempre contro, per principio, alle conquiste scientifiche?

Risponde bene a queste domande il prof. Francesco Agnoli su Il Foglio dello scorso 17 dicembre, secondo il quale "nel dibattito sulla fecondazione in vitro si moltiplicano i depistaggi, come quello che vede pretestuosamente contrapposte scienza e fede "; in realtà, " sono i dati scientifici a confermare i pericoli di una tecnica spacciata come perfetta".

E allora passiamoli in rassegna, questi pericoli, lasciando la parola ad un recentissimo studio (tra l'altro sostanzialmente favorevole alla Fiv): "Procreazione medicalmente assistita", a cura di Manuela Ceccotti, Armando editore, Roma, 2004. Vi si riporta - c'informa Agnoli - uno schemino tratto da alcune indagini italiane, a opera di Eurispes (1990), Flamigni (1998), Sismer (1998), in cui risulta che in seguito a Fiv:

gli aborti vanno addirittura dal 18 al 30 per cento;

le prematurità dal 9 al 18 per cento;

i parti gemellari, che sono sempre classificabili come complicazioni serie, dal 20 al 35 per cento;

i parti trigemini, che sappiamo associati a rischio di morte per la madre e a deficit fisici e/o mentali per i bimbi, dallo 0.5 al 6 per cento;

la mortalità perinatale dal 13 al 17 per cento;

il basso peso alla nascita, con evidenti conseguenze sulla salute, dal 5 al 10 per cento.

E ancora:

la mortalità materna è tre volte superiore nelle gravidanze multiple rispetto alle gravidanze singole, prevalentemente come conseguenza del maggior rischio di preeclampsia e di emorragia al parto.

Per quanto riguarda i feti/neonati, molti sono i problemi derivati dalla Prematurità:

l'epoca gestazionale media per il parto è pari in media a 37 settimane per gravidanze bigemellari e 33.5 per trigemellari;

la percentuale di nati di peso inferiore ai 1500g è del 10 per cento per gemelli, 25 per cento per trigemelli e maggiore del 50 per cento per nati da gravidanze con quattro o più gemelli;

come conseguenza, la mortalità perinatale è 4-5 volte superiore nelle gravidanze bigemellari e 9 volte superiore nelle gravidanze trigemellari;

la probabilità di morte trascorso il periodo neonatale è 3 volte superiore nei gemelli rispetto ai singoli nati e quella della mortalità infantile 5 volte più elevata;

il rischio di paralisi cerebrale è del 7 per cento nei gemelli e del 28 per cento nei neonati da gravidanza trigemellare;

anche quando i bambini sopravvivono, sono comuni i problemi di ritardo del linguaggio e le difficoltà di apprendimento.

L'impatto sulla famiglia è inoltre importante:

sono comuni infatti i problemi comportamentali nei fratelli maggiori dei gemelli e la depressione è più frequente nelle madri di gemelli che in quelle di nati singoli.

Quello appena citato è solo uno dei tanti esempi della sterminata letteratura sui rischi per i nati da

fecondazione in vitro.

La ricerca scientifica parla chiaro. Ma l'uomo comune queste cose non le deve sapere. Nell'immaginario comune oggi il problema dei figli che non vengono si risolve tranquillamente con la provetta. La disinformazione regna sovrana, a tutto vantaggio di coloro che speculano sul bisogno dell'uomo e fanno, indisturbati, tanti quattrini.

Gianluca Zappa

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sabato, 18 dicembre 2004

DEDICATO A FAUSTO BERTINOTTI

Quando si parla di comunismo nel nostro paese difficilmente si resta ancorati alla realtà dei fatti, poche volte ci si confronta con la concretezza degli eventi storici, i loro presupposti, i protagonisti veri, le concrete realizzazioni; piuttosto si preferisce guardare al movimento comunista in termini romantici ed idealizzati, decisamente astratti. In tal modo tuttavia si fa torto al comunismo stesso, chè uno dei punti di forza di questa “religione politica†fu proprio la denuncia del carattere astratto e romantico, in fondo moralista, del socialismo umanitario, al quale si volle contrapporre un’analisi sociale rigorosamente “scientificaâ€, aderente alla realtà fattuale. Non a caso il comunismo italiano riscoprì ed amò Machiavelli.

La filosofia del XIX secolo aveva decretato la “morte di Dio†(del Dio trascendente e delle sue leggi eterne sottratte alla manipolazione da parte degli uomini): la moralità dell’agire veniva adesso a coincidere con l’efficacia nel perseguimento dei fini dettati dalla politica. L’ideale di una “nuova umanitàâ€, di un “sole dell’avvenireâ€, avrebbe giustificato qualsiasi sacrificio personale ed anche… qualsiasi crimine. “Se Dio è morto, tutto è possibileâ€. Milioni di persone ci hanno creduto, milioni di persone sono state immolate (o si sono sacrificate senza risparmio) in nome dell’utopia, nel tentativo di edificare la città perfetta, perfetta al punto da non aver più bisogno di Dio. Ed in tanta parte del mondo non è ancora finita: Cina, Indocina, Corea, Cuba, socialismi “arabi†o “africaniâ€. Anche molti che erano cristiani si lasciarono avvincere e non pochi ci credono ancora, dimentichi forse del fatto che “se il Signore non costruisce la città invano si affannano i costruttoriâ€.

Ma che ne è oggi di questo titanico progetto, dei suoi autori, di coloro che sognarono e furono travolti, di coloro che concepirono lo sterminio del “nemico di classe†pur di veder realizzato il radioso futuro? Di quelli che intesero la politica come una guerra, da combattersi con ogni mezzo efficace (lotta politico-sindacale, egemonia culturale, insurrezione armata, diffamazione dell’avversario) secondo i dettami di un' etica nuova, la “prassi rivoluzionaria� Che ne è di quelli che trasferirono dentro la politica le supreme categorie del bene e del male, di quelli che credettero al paradiso qui in terra, di quelli che concepirono la militanza come una religione, annullando nella lotta politica ogni libertà ed autonomia, ogni desiderio e bisogno privato e personale?

Amnesia… Sono cose accadute solo pochi anni fa, eppure nessuno le ricorda! Si sminuisce, si relativizza, si spezzetta, poi si dimentica. Si preferisce pensare il comunismo come pura categoria ideale, eterno sogno dell’uomo di un vivere più giusto. Si perde il senso complessivo degli avvenimenti, non si percepisce più il carattere grandioso e terribile della sfida. Ci si rifugia, in fondo, proprio in quel moralismo tanto deprecato da Marx. E per molti il comunismo sarebbe fallito solo perché Stalin era sospettoso e vendicativo.

Ma chi era Stalin veramente, lo sappiamo? Chi erano Lenin, Mao Zedong, Fidel Castro, Ho Chi Min? Quali sogni avevano nutrito le loro adolescenze, quali grandi ideali, quali letture? E chi era Ernesto “Che†Guevara? Non avrebbe forse voluto, mi si perdoni l’anacronismo, il giovane Joseph Djugashvili, studente socialista pedinato dalla polizia dello zar, essere come lui, come il “Cheâ€, un rivoluzionario puro, un capo generoso del suo popolo? E Djugashvili divenne “Stalinâ€, ovvero “l’uomo d’acciaioâ€. Ernesto Guevara divenne invece il “Cheâ€, vale a dire “l’Argentinoâ€, così chiamato per il carattere freddo ed intollerante. Non si tirò indietro quando, nel suo incarico di Procuratore, fece fucilare nelle prigioni di Cabana e Loma de las Coches centinaia di ex compagni di lotta non allineati al nuovo corso filo-sovietico.

Avete mai letto le poesie di Ho Chi Min? Come conciliare quei versi delicati e puri con i “campi di rieducazioneâ€, i Boat People, lo sterminio dei gruppi religiosi e quello (tuttora in corso) dei Montagnard? E chissà se anche Kim Il Sung scriveva poesie altrettanto belle o aveva sognato un mondo migliore? Certo aveva avuto un grande sogno Pol Pot, il ragazzo dai modi “delicati e gentili†che, studente di ingegneria a Parigi, era rimasto affascinato dalle opere dei grandi del pensiero progressista. Perché allora il sogno è fallito? Ma era poi sogno o era scienza?

Chi era Enver Hoxa, qualcuno se lo ricorda ancora?

Stefano

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